(ASCA) - Roma, 24 mag - Un'area di circa 4.000 mq, composta da villa con piscina e 25 monolocali ad uso abitativo e' stata sottoposta a sequestro preventivo e, contestualmente, sono stati avviati i procedimenti amministrativi finalizzati alla demolizione dei manufatti realizzati abusivamente. Gli appartamenti, sequestrati dalla Polizia nella zona appartenevano al noto clan criminale dei Casamonica ed era, tra l'altro, in una zona archeologica. L'attivita' investigativa da parte degli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Romanina era iniziata lo scorso mese di febbraio quando era stato eseguito un ordine di custodia cautelare nei confronti di F.C., del clan Casamonica. Nel corso della loro attivita' i poliziotti scoprirono una trentina di mini appartamenti privi di adeguati servizi igienici ed in pessime condizioni, costruiti all'interno del parco di via Fratelli Marchetti Longhi. In 5 appartamenti furono trovati 13 cittadini marocchini e una ragazza italiana, minore di anni 15, successivamente affidata alla madre e segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. Gli stranieri per poter alloggiare nelle fatiscenti abitazioni dovevano versare un affitto mensile ai proprietari che guadagnavano mensilmente circa 10 mila euro. Successivamente individuati e identificati per S.V. di 60 anni e D.C. di 31 anni, madre e figlio appartenenti anch'essi al clan dei Casamonica, i due sono stati denunciati in stato di liberta' per sfruttamento e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nella mattinata odierna i poliziotti del Commissariato Romanina, insieme a personale dei Vigili Urbani, coordinati dal Comandante del Nucleo Anti Abusivismo Edile, sono tornati in via Fratelli Marchetti Longhi per un sopralluogo. Ne e' emerso che l'area edificata era priva delle prescritte concessioni edilizie, e che lo stesso manufatto era sottoposto a vincolo urbanistico territoriale in quanto zona archeologica e paesaggistica. gcmarss