Pagare di più chi lavora gomito a gomito con il ministro per migliorare la quantità e la qualità della produzione di un intero dicastero. È la ricetta adottata dal ministero dei beni culturali che ha sottoscritto con Cisl e Cgil un accordo di incentivazione e professionalizzazione' del personale dipendente. Questa volta, però, non si parte dal basso, ma dall'alto, secondo la logica della catena di comando', spiega l'intesa. Gli interessati sono 55 dipendenti degli uffici di diretta collaborazione del ministro Giuliano Urbani, che si porteranno a casa, complessivamente, oltre mezzo milione di euro, circa 10 mila euro annue a testa. I finanziamenti sono attinti dal fondo unico di amministrazione 2003, a titolo di somme residue per analoghi progetti approvati nel 2002 e nel 2003. Il ministero ha concordato di attribuire gli aumenti solo a quegli uffici che svolgono le attività di vertice, impegnati nella definizione di atti normativi, di indirizzo e di coordinamento, nonché nell'individuazione di obiettivi, priorità, piani e programmi e direttive generali', nel sistema di controlli e nella verifica degli atti in firma al ministero. Urbani ha fatto notare l'estrema specificità degli impegni e la scarsa serialità delle procedure e quindi la difficoltà di contenere le attività nell'ambito di un'organizzazione rigida rispetto ai tempi normali di lavoro e alle funzioni svolte'. Insomma, serve non solo competenza, ma anche disponibilità su orari e argomenti, quella che è detta flessibilità organizzativa. Il beneficio però, argomenta l'intesa, non è limitato ai beneficiari degli aumenti, ma si ripercuoterà a cascata su tutti gli altri livelli: Una aumentata funzionalità degli uffici di vertice determina una maggiore funzionalità di tutta l'amministrazione, con una conseguenza non trascurabile in termini di miglioramento dell'immagine complessiva'. Argomentazioni che non trovano d'accordo la Federazione lavoratori pubblici. Le somme sono spropositate se rapportate a quanto guadagnano gli altri lavoratori del ministero dei beni culturali per progetti analoghi. In media percepiscono 314 euro', spiega il segretario della Flp, Marco Carlomagno. Se poi il ministero ritiene di retribuire di più i dipendenti interessati al superprogetto, quel di più non può essere pagato con i fondi di tutti i 24 mila lavoratori dei beni culturali'.