Lassessore alla Cultura: "Torino senza il suo teatro sarebbe un errore che non vogliamo commettere" «Oggi non parlerò del decreto Bondi. Troverete in allegato una dichiarazione del sindaco Chiamparino, che è anche nostro presidente, rispetto alla quale non voglio sovrappormi o interferire in alcun modo». Così il soprintendente Walter Vergnano ha dribblato chi si aspettava che la presentazione del nuovo cartellone del Regio - lultimo di questo cda prima del rinnovo dellanno prossimo - si trasformasse in atto muscolare contro i tagli del Governo. Intendiamoci: nella sua lettera, indirizzata al Consiglio comunale e ai dirigenti sindacali di categoria, Chiamparino è diplomatico ma duro. Chiede il ritiro del decreto legge e la sua trasformazione in un più tranquillo ddl. Definisce «inaccettabile» il blocco delle assunzioni e del turn over. Chiede di ridefinire i parametri nazionali di valutazione sulla base della reale efficienza e operatività artistica dei singoli teatri. Ma i numeri che Vergnano snocciola hanno ugualmente leffetto di sassi nellingranaggio. «Abbiamo in calendario 92 recite, che con la tournée in Francia, Spagna e Germania e il Regio a Racconigi totalizzano le 120 serate. È la miglior produttività in Italia, raggiunta con un terzo di dipendenti e di budget rispetto al Teatro alla Scala». Uno scatto dorgoglio cui fa eco il direttore artistico Gianandrea Noseda: «Ci sono teatri, e non dico quali, che non vanno oltre le 26 recite». E così ha buon gioco lassessore regionale alla Cultura Michele Coppola a candidarsi al ruolo molto politico di pontiere: «Sono vicino ai lavoratori del Regio, alla loro condizione personale prima ancora che professionale. Vorrei avere a breve un incontro con le delegazioni sindacali per capire in quale modo la Regione possa rappresentare le loro istanze al ministro Bondi. Sono convinto che ci potrà comunque essere un miglioramento in aula sulla strada della conversione in legge. E alzerò la cornetta di persona per reperire nuovi sponsor per il Regio a Racconigi. Torino senza il Regio sarebbe un errore che non vogliamo commettere, né assumercene la responsabilità».