Circa 20 mila ruderi di casali sparsi sul territorio della Campania saranno riattati e riqualificati. L'obiettivo è di recuperare vecchie masserie (senza alterarne la volumetria originaria) e l'architettura rurale, contribuendo in tale modo sia alla conservazione di un patrimonio storico sia alla difesa del paesaggio agrario. Unico vincolo per l'accesso ai finanziamenti pubblici è il rispetto delle tipologie dell'epoca dei manufatti. Lo prevede il testo di legge regionale a firma dell'assessore ai beni culturali, Marco Di Lello, concordato con il comitato tecnico-scientifico interdisciplinare. L'obiettivo della proposta di legge, in ottemperanza alla normativa nazionale 378 del 2003 sulla valorizzazione dell'architettura rurale, è duplice', spiega Di Lello. Contenere il consumo dei suoli per le nuove residenze, le attività agro-turistiche e gli impianti di trasformazione di prodotti agroalimentari, nonché dei costi per le infrastrutture; e conservare un patrimonio storico a difesa del paesaggio agrario'. La normativa regionale prevede che il recupero degli immobili sia finanziato dalla regione nella misura del 50 della spesa totale, previo censimento delle masserie da parte del comune di appartenenza.
Fondi regione - La Campania riqualifica 20 mila casali
Circa 20 mila ruderi di casali sparsi sul territorio della Campania saranno riattati e riqualificati. L'obiettivo è di recuperare vecchie masserie (senza alterarne la volumetria originaria) e l'architettura rurale, contribuendo in tale modo sia alla conservazione di un patrimonio storico sia alla difesa del paesaggio agrario. Unico vincolo per l'accesso ai finanziamenti pubblici è il rispetto delle tipologie dell'epoca dei manufatti. Lo prevede il testo di legge regionale a firma dell'assessore ai beni culturali, Marco Di Lello, concordato con il comitato tecnico-scientifico interdisciplinare. L'obiettivo della proposta di legge, in ottemperanza alla normativa nazionale 378 del 2003 sulla valorizzazione dell'architettura rurale, è duplice', spiega Di Lello. Contenere il consumo dei suoli per le nuove residenze, le attività agro-turistiche e gli impianti di trasformazione di prodotti agroalimentari, nonché dei costi per le infrastrutture; e conservare un patrimonio storico a difesa del paesaggio agrario'. La normativa regionale prevede che il recupero degli immobili sia finanziato dalla regione nella misura del 50 della spesa totale, previo censimento delle masserie da parte del comune di appartenenza.
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