Solidarietà Il Fai e il Wwf si schierano compatti a fianco del responsabile del dicastero Sandro Bondi La proposta Si vuole neutralizzare un ruolo fondamentale nella pianificazione delle modifiche al territorio Caro Direttore, nel lecito tentativo di semplificare e velocizzare alcune procedure amministrative è stata presentata in questi giorni una illecita proposta di legge volta - nè più nè meno - a neutralizzare il ruolo fondamentale del Ministero per i Beni Culturali nella pianificazione delle trasformazioni del territorio e del paesaggio; Beni Comuni che l' articolo 9 della Costituzione riconosce come fondanti per l' identità di noi italiani tutti. Il Fai e il Wwf si schierano compatti a fianco del Ministro Bondi - artefice convinto dell' entrata in vigore nel gennaio di quest' anno dell' articolo 147 del Codice dei Beni Culturali del Paesaggio che finalmente ha stabilito il ruolo centrale del Ministero in tema di Pianificazione Paesaggistica - in questo ulteriore, ottuso e arrogante tentativo di poter «fare a meno» della competenza e della professionalità (ancorché ogni tanto arroccata su posizioni di anacronistica intransigenza) delle soprintendenze su un tema sensibile e basilare come la salvaguardia del paesaggio italiano. La sconsiderata proposta - che da più voci si dice fortemente sostenuta da forti poteri economici nazionali legati all' edilizia - prevede di limitare la possibilità di intervento delle Soprintendenze alle sole conferenze di servizi arrivando all' assurdità di ritenere un assenso l'eventuale assenza del Soprintendente. La proposta oltreché dissennata è anche vile, ben sapendo chi l' ha presentata che lo stato comatoso delle soprintendenze - ulteriormente ridotte di organico in seguito al recente prepensionamento di quasi 40 tra Dirigenti e Soprintendenti - non consentirà in alcun modo che un funzionario, spesso reggente per altre sedi vacanti oltre che responsabile della sua, possa fisicamente partecipare a tante riunioni. E in caso di assenza il suo parere non potrebbe essere neppure sostituito da alcun documento. Limitare nel tempo e nel luogo un ruolo progettuale e culturale la cui qualità richiede approfondimenti e riflessioni non comprimibili nello spazio di una riunione equivale a una sentenza di definitiva inutilità del Ministero per i Beni Culturali. Non è lecito in un Paese come l' Italia far sedere in Parlamento uomini che con tanta superficiale leggerezza affrontano temi sacri come la tutela delle meraviglie paesaggistiche del nostro Paese, che la Costituzione autorevolmente pone tra i fondamenti della nostra Repubblica. Ministro Bondi, si arrabbi. Noi le siamo vicini. CRESPI GIULIA MARIA, PRATESI FULCO