Lucci, sindaco di Sabaudia «Gli ambientalisti non avranno più un solo centimetro di questa nostra città strozzata dai vincoli del Parco» « Gli ambientalisti non avranno più un solo centimetro quadrato di questa città strozzata dai vincoli». Il sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci ha un modo tutto suo di tendere la mano. Ma a proposito del redigendo Piano del Parco nazionale del Circeo - assicura - chiede solo concertazione. Alla bozza preliminare del piano da qualche mese stanno lavorando i ricercatori della facoltà di Ingegneria de La Sapienza: si tratta di mettere in piedi lo strumento urbanistico che regolerà lo sviluppo dell'area protetta da qui in avanti. Eppure le prime proposte hanno già scatenato molte polemiche. Perché per esempio si ipotizza l'estensione del perimetro dell'area protetta ad altre zone per ora escluse, si pensa alla chiusura alle auto di un tratto di lungomare e, soprattutto, alla delocalizzazione di alcuni cantieri nautici. A Sabaudia gli operatori sono sul piede di guerra, e la politica anche. «Ma sono solo ipotesi di lavoro della comunità scientifica che abbiamo interpellato - si è affrettato a chiarire il presidente dell'Ente parco, Gaetano Benedetto -. Perché il perimetro del parco assicuro che non verrà toccato e la chiusura al traffico in realtà sarebbe solo l'istituzione di una zona a traffico limitato, per l'estate, sul tratto Caterattino-Bufalara». Anche la delocalizzazione della nautica va spiegata meglio: di mezzo ci sono i cantieri Rizzardi e le decine di imprese che lavorano nell'indotto. Centinaia di famiglie. «Ovvio che non vogliamo far chiudere i cantieri - spiegano dal Parco -, però i mega yacht, sul lago, hanno iniziato a costruirli adesso ed è una produzione fuori contesto». Per evitare equivoci e strumentalizzazioni, Benedetto si è detto disposto ad un confronto pubblico ed è andato perfino in Consiglio comunale a spiegare come proseguiranno i lavori nei prossimi tempi. Niente da fare. La frattura che si è creata si coglie nelle parole del presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, che insieme ai sindaci di Sabaudia e San Felice Circeo ha già presentato le osservazioni alla bozza preliminare del piano. «Tanto per cominciare, i loro progetti si fondano su una carta di occupazione del suolo che risale al 1998 e già questa è una situazione assurda - attacca Cusani -. In questi dodici anni Sabaudia è diventata un'altra e l'apertura di Benedetto è solo di facciata. Continua ad amministrare il Parco con la tessera da ambientalista in tasca e non va bene, devono mandarlo via», aggiunge il presidente della Provincia di Latina. «A Sabaudia, a San Felice Circeo si pagano gli effetti di una crisi lacerante. Turismo, commercio, nautica: va tutto a rotoli. Il Parco dovrebbe essere il volano dell'economia, ne è diventato la tomba». Il presidente della Provincia ne ha anche per il ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che pure veste la sua stessa casacca di partito. «Questa storia la sta gestendo malissimo. Si è schierata con gli ambientalisti perché pensa che Sabaudia sia solo quella delle ville dei suoi amici sul lungomare. Ma qui c'è gente che vuole lavorare, che fa fatica ad andare avanti». Intanto però il ministro ha siglato un protocollo d'intesa con il Parco e la Camera di Commercio pontina per lo sviluppo del turismo sostenibile attorno all'area protetta. Il programma prevede una serie di infrastrutture necessarie per rendere fruibili a tutti le risorse della natura: dune, laghi, sentieri e ciò che vi ruota intorno. Verranno realizzati percorsi guidati, musei, punti informativi, ma soprattutto si punterà a una pianificazione sostenibile che consentirà anche di raccogliere finanziamenti, pubblici e privati. L'obiettivo è quello di valorizzare le enormi potenzialità del territorio. In fondo è questo, per adesso, l'unico tema condiviso.
Circeo, scoppia la guerra sul Parco. Troppi vincoli: enti locali in rivolta contro l'estensione dell'area protetta
Il sindaco di Sabaudia, Maurizio Lucci, ha espresso la sua opposizione al piano del Parco nazionale del Circeo, che prevede l'estensione del perimetro dell'area protetta, la chiusura alle auto di un tratto di lungomare e la delocalizzazione di alcuni cantieri nautici. L'Ente parco ha spiegato che queste ipotesi sono solo di lavoro della comunità scientifica e che il perimetro del parco non verrà toccato. Il presidente dell'Ente parco, Gaetano Benedetto, ha offerto un confronto pubblico per spiegare meglio le proposte. La Provincia di Latina ha presentato le sue osservazioni alla bozza preliminare del piano, criticando l'apertura di Benedetto e chiedendo la sua rimozione.
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