Strada da intitolare a Michele Cardella Una strada cittadina da intitolare al medico-archeologo Michele Cardella, indimenticata figura di «pioniere» nisseno nel campo degli interessi archeologici e della tutela del relativo patrimonio locale. La proposta parte dall'Associazione Archeologica Nissena, oggi presieduta da Antonino Anzelmo, che ha rivolto un'istanza al sindaco Campisi appunto per dedicare una via cittadina alla memoria di chi, con grande passione e abnegazione, fu tra i primi in città a prodigarsi per la conoscenza del patrimonio archeologico dell'area centro-meridionale della Sicilia, con un'attenzione specifica alla ricerca sull'area di Sabucina. La proposta dell'intitolazione di una strada è scaturita dalla recente assemblea dell'Associazione, tenutasi nella sala conferenze del convento dei Cappuccini, e nella quale sono stati esitati il bilancio consuntivo 2009 e quello preventivo 2010. L'assemblea ha anche affrontato il tema del ruolo che la stessa Associazione si propone di avere nel settore della cultura e della ricerca archeologica, in collegamento con le attività scolastiche e con gli eventuali progetti di turismo culturale. Nella richiesta avanzata al sindaco è stato ricordato il profilo biografico di Michele Cardella (1911-1991) che, subito dopo la laurea in medicina e chirurgia, dal 1935 fu chiamato a svolgere servizio militare in Etiopia, ove ebbe modo di occuparsi dello studio dei fenomeni medici ed epidemiologici presso la locale popolazione civile alla quale i servizi sanitari militari estendevano la loro attività assistenziale. Dopo la guerra fu chiamato dal Comune di Caltanissetta alla direzione del reparto di infettivologia all'epoca a gestione comunale (noto come Ospedale di isolamento), facendosi apprezzare per competenza professionale e disponibilità. Più tardi avrebbe continuato il suo impegno professionale come vice primario presso il reparto di Medicina dell'ospedale «Vittorio Emanuele». Ma oltre alla medicina, il dott. Cardella coltivò, come detto, in modo particolare l'interesse per l'archeologia, concretizzatosi nella nascita nel 1958 dell'Associazione Archeologica Nissena, figurando tra i suoi organizzatori assieme ad Alfredo Mastrosimone, altro indimenticato personaggio, ed iniziando in tal modo a promuovere la diffusione della cultura archeologica e quindi dell'interesse per i siti di Sabucina, Gibil Gabib, Vassallaggi, Capodarso, Polizzello. A proposito di Sabucina, il presidente del sodalizio Anzelmo ricorda «la provvida idea di Michele Cardella che, insieme ad Alfredo Mastrosimone, pensò di salvare tutta l'area di Sabucina minacciata dalle attività delle viciniori cave di pietra, acquistando in proprio tutta l'area per la quale erano mancati investimenti pubblici per l'acquisizione. E lo fecero contraendo un prestito per due milioni e mezzo di lire, garantito da loro stessi, per il quale si provvide alla estinzione con mezzi prevalentemente propri e accessoriamente dell'Associazione. L'operazione si concluse con un atto di donazione alla soprintendenza dell'epoca. Se oggi l'area di Sabucina è a disposizione dei visitatori lo si deve a questa generosa iniziativa». Tra i meriti di Cardella anche quello dell'attività di costante sollecitazione nei confronti di Stato e Regione per dotare la nostra città di un museo archeologico. W. G. 23052010