La manovra perde i pezzi ed è scontro sulle pensioni Pressing sindacale per mantenere le due finestre. Salerno-Reggio forse a pagamento ROMA - Manovra si cambia. Alla vigilia del varo, previsto ancora per domani, lintervento correttivo dei conti pubblici per 28 miliardi per il biennio 2011-2012 è ancora un cantiere aperto. Il ministro dellEconomia Tremonti, che nei giorni scorsi ha minacciato le dimissioni, è sotto assedio. Da una parte Palazzo Chigi teme interventi impopolari come i ticket, la stretta sullevasione, la chiusura di enti e leliminazione di consigli di amministrazione. Dallaltra ieri i finiani hanno alzato il tiro: è sceso in campo il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi per sollecitare una risposta alla richiesta della convocazione di un vertice del Pdl per «condividere» la manovra. Sale il pressing dei sindacati: dura la posizione della Cgil, mentre Angeletti della Uil e Bonanni della Cisl hanno chiesto, e probabilmente ottenuto, un intervento più deciso sulla lotta allevasione con la riduzione del limite dellutilizzo in contanti rispetto agli attuali 12.500 euro. Per ora il timing previsto, anche se nulla è ufficiale, è quello di una riunione del Pdl oggi, un vertice con le parti sociali e dunque il consiglio dei ministri. Tutto ciò si dovrebbe svolgere nei primi giorni di questa settimana, probabilmente a partire da oggi. Nel frattempo tuttavia la manovra perde pezzi. Il previsto condono edilizio con il suo ricco incasso di 6 miliardi è uscito per il momento dal menù, mentre resta loperazione sugli immobili fantasma. Fuori i ticket sulla specialistica che figuravano nero su bianco nella bozza che circolava fino a due giorni fa ma che sono sempre stati in bilico. Anche il fronte delle pensioni, che sembrava lunico dato certo, sta vacillando: le uscite di vecchiaia (65 anni) per il 2011 scenderebbero da 4 a 2 e non più ad una, ma Tremonti insiste sulla finestra unica. Sullanzianità, Uil e Cisl vorrebbero mantenere le due finestre mentre il governo punterebbe anche qui su ununica uscita. Tuttavia emergono deroghe: sarebbero salvi coloro che hanno raggiunto i 40 anni oltre a tutte le situazioni di mobilità e crisi aziendali. Anche la manovra sulle indennità di accompagnamento che, secondo il piano del governo, avrebbero dovuto essere legate al reddito, salta. Al suo posto di lavora ad una semplice stretta e ad una intensificazione dei controlli. Secondo alcune voci anche il prelievo del 10 per cento sulla parte che eccede i 75 mila euro dei dirigenti e manager pubblici, sarebbe contestato dai finiani. Forte della sponda dei sindacati, delle parole di Napolitano e del compiacimento dellopposizione che vedrebbe «riabilitate» alcune delle misure di contrasto allevasione introdotte da Prodi e Visco, Tremonti gioca la carta del fisco. Sul tavolo una nuova versione del redditometro, aperta ai redditi familiari; la reintroduzione dei limiti al pagamento cash; una stretta sulle compensazioni Iva per le fatture; la conferma dellelenco clienti fornitori (già introdotto nel decreto incentivi); linversione dellonere della prova per gli evasori. Per raccogliere soldi si pensa alla tariffazione della Salerno-Reggio Calabria.