Giorgetti rassicura: «Ora si potranno liberare risorse» Da pagina 1 VERONA Il Garda non più gestito dallo Stato, ma dalle Regioni. La novità attrae, ma allo stesso spaventa, tanto che ieri parecchi tra sindaci ed assessori, hanno tenuto un vertice a Limone per riuscire a capire cosa cambi a con il nuovo decreto. Sul tavolo soprattutto i dubbi, e non sono pochi, di chi fino ad oggi ha curato buona parte del territorio gardesano: quali competenze si assumono, con quali risorse, c o me possono essere uniformati leggi e regole che oggi appaiono diversissime nelle tre Province. Ma sono s oprattutt o i fondi da reperire a preoccupare gli amministratori: «A noi è toccata la gestione di cinque porti - spiega Carlo Chincarini assessore al Demanio e ai porti di Malcesine - ma hanno bisogno di interventi urgenti, come può il nostro Comune trovare i soldi anche per questo?». Spiagge e porti Molti i dubbi dei sindaci del Garda dopo l'approvazione del decreto al consiglio dei ministri Rilievi che accomunano tutte le Amministrazioni: «Abbiamo le competenze, ma ancora poche risorse», sottolinea il sindaco di Lazise Renzo Franceschini, senza contare il problema di coordinare interventi e legislazione su un'area così vasta e storicamente sempre divisa. «Serve un quadro normativo di riferimento valido per tutti al di là delle amministrazioni - propone il vicesindaco di Garda Antonio Pasotti - e la Comunità del Garda potrebbe assumere il compito di guidare uno sviluppo condiviso». Prova a dissipare qualche dubbio il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti. «Quello che viviamo oggi è un punto fondamentale per lo sviluppo dell'area del Garda. Affidando alle Amministrazioni locali la gestione delle coste e dei manufatti diamo loro una grande opportunità di sviluppo. So bene che non sarà un passaggio facile, ma soprattutto qui si misurerà la capacità della classe politica e dirigente del territorio». La crescita economica passerà necessariamente dalla collaborazione con i privati. «Fino ad oggi i Comuni - s ott ol i nea Giorgetti - ottenevano risorse dall'Ici o da oneri di urbanizzazione, ora hanno a disposizione altri strumenti. Penso alle concessioni ai privati che potranno essere di lungo periodo. Da esse si potrà ottenere entrate che permetteranno di ridurre il debito e di liberare risorse per il Comune». La valorizzazione di spiagge, porti e di luoghi turistici diventerà il motore del l o sviluppo, ma non sarà automatica: tutto dipenderà dalle scelte strategiche che verranno compiute. «Non so però - ribatte il sottosegretario - se sia necessario un ente superiore a quelli già esistenti: se, prima di tutto, non c'è la volontà di trovare tra le amministrazioni, veronesi, trentine e bresciane, elementi comuni e strumenti di armonizzazione per il Garda. È vero esistono differenze, ma credo che un eventuale ente o comunità superiore non farebbe altro che applicare norme regionali visto che non avrebbe capacità legislativa». E proprio su questo punto ribadisce: «La Regione ha tutta la capacità e lo spazio per intervenire in quest'ambito».