Schifani elogia il federalismo demaniale, ma la Regione si rivolge alla Consulta FIRENZE «Il federalismo demaniale è sul piede giusto». Ne è convinto il presidente del Senato Renato Schifani, ieri in Toscana, a Buonconvento, per la decima assemblea dei borghi più belli d'Italia. Ma c'è un'ombra che incombe sul passaggio delle caserme dallo Stato agli enti locali. Sulle procedure per i cambi di destinazione d'uso degli edifici la Regione ha impugnato il decreto Calderoli con un ricorso alla Corte costituzionale. L'idea dello Stato è quella di consegnare i beni ai cittadini. Beni che oggi sono spesso lasciati all'incuria. A Firenze ci sono la caserma Perotti, ancora non del tutto svuotata, la Vittorio Veneto, la Vannini. «Vogliamo dare gli strumenti per migliorare il patrimonio immobiliare e averne un utile collettivo», afferma Schifani. Ad essere protagonisti di questo cambiamento saranno i Comuni: «Questo è un primo passo verso la direzione della definitiva attuazione del federalismo, che deve unire è non dividere». Un pensiero va anche alle Regioni: «Bisogna evitare continua Schifani che i decreti attuativi possano ingenerare nelle Regioni più deboli momenti di criticità». La Regione Toscana non è probabilmente considerata dal ministro fra quelle «deboli», eppure sul federalismo demaniale vuole mettere un punto fermo. Gli uffici della avvocatura hanno impugnato il decreto, convinti che non si possa superare la competenza della Regione in materia urbanistica. Questo significa che i Comuni, secondo l'ente, non possono ottenere i beni e farci quello che credono, in termini di destinazione, senza compiere l'iter tradizionale previsto per legge. E dunque tutti cambi di utilizzo degli immobili devono essere discussi all'interno dei Consigli comunali seguendo le procedure tradizionali: adozione e poi approvazione, con possibilità di fare osservazioni da parte dei cittadini. Un po' quello che la Regione ha ritenuto fondamentale per il piano delle alienazioni. Anche il quel caso l'ente impugnò la possibilità delle giunte di allegare le varianti nel piano senza passare dal Consiglio comunale. E la Corte costituzionale gli dette ragione. C'è poi un'altra questione che riguarda i beni demaniali, in particolare quelli della Difesa. Ci sono alcune caserme, fra cui quella San Gallo, che il ministero vorrebbe trasformare in hotel di lusso. Riguardo all'iter al momento il gabinetto del ministro sta analizzando le procedure. Matteo Renzi ha più volte esternato sulla questione, facendo notare di non aver gradito l'esclusione dei Comuni. E se alla fine si dovesse appurare che le destinazioni dovranno passare dal Consiglio comunale, potrebbero riaprirsi i giochi. Altro punto del decreto Calderoli ad essere stato impugnato dalla Regione è la cancellazione del difensore civico.