Domani allAmbasciatori presenta il suo libro "Martedì in Comune dirò che i soldi del metrò vanno cambiati in quelli per il tram" Campos Venuti e lurbanistica "Racconto città senza cultura" Lultima polemica è di una settimana fa contro il govenatore Vasco Errani "colpevole" di aver cancellato dalla sua nuova giunta regionale lassessorato allurbanistica. Lultima richiesta di consigli è di tre giorni fa quando il commissario Cancellieri si è rivolto a lui per discutere di eventuali modifiche o alternative alla metropolitana di Bologna. Giuseppe Campos Venuti non va in pensione. Anzi. Questanno festeggia i cinquantanni da bolognese. Mezzo secolo da quando un giovane assessore alla cultura, Renato Zangheri, segnalò al responsabile della cultura di Botteghe Oscure, Mario Alicata, che a Bologna serviva un giovane che si occupasse di urbanistica. Campos, "Bubi" per tutti gli amici, si ambientò benissimo. E per cinquantanni ha scritto e fatto la storia dellurbanistica sotto le Due Torri e un pezzo di quella nazionale. Quella che è diventata un libro "Città senza cultura, intervista sullurbanistica" (Laterza, 12 euro) curato da Federico Oliva che domani sera, ovviamente con Campos Venuti presenterà alle ore 18,30 alla libreria Ambasciatori. Dalle villette di Molinella allAquila; da villa Certosa ai "trenini" che non arrivano mai del servizio ferroviario metropolitano; dalle archistar alla speculazione urbana: un libro di uno che non sa cosa voglia dire andare in pensione e neppure di smettere con la verve polemica. Solo per un attimo Campos Venuti sembra cedere allo scoramento quando nel poscritto ammette: «... continuo ancora a impegnarmi in termini culturali e professionali, offrendo un contributo personale certamente più utile a me, perché da senso alla mia vita, che alla società cui è destinato». Ma non sono parole di resa perché basta sussurrare a Campos la parola "metropolitana di Bologna", lultima ed nello stesso tempo eterna polemica cittadina, per farlo scattare. «Non facciamola, fermiamola. Significa la bancarotta per 50 anni di bilanci economici comunali. Un enorme e inutile debito che mettiamo sul collo». Per il teorico dellurbanistica riformista una voragine. Non solo architettonica. Un errore figlio di quella che per larchitetto e amministratore, è stata la madre di tutte le sconfitte. «La mancata scelta, negli anni '60, del trasporto su ferro, del tram. Dallauto per ricchi allauto per tutti, mi dicevano. E tu vuoi costringere la nostra gente, che sogna e adesso può comprarsi la macchina, ad andare in tram». I bolognesi conoscono il seguito di quella storia. Perché è cronaca, tanto è vero che martedì mattina Campos andrà da Anna Maria Cancellieri per chiedere che il commissario vada dal governo a farsi "scambiare" i soldi del metrò in soldi per il tram. Questo, è uno dei risultati delle "città senza cultura". Le città dove - scrive lurbanista - avanza il brutto (termine poco tecnico, ma molto ficcante), a cominciare dalle case, cioè dalle architetture sorte negli ultimi 50 anni che sono il più delle volte davvero brutte. O come il cosiddetto degrado, che Campos spiega, senza tanti giri di parole, come il risultato di "modificazioni sociali epocali e mondiali", ma anche di miopie locali. «Il presidio del centro storico sono i residenti e i bottegai. A Bologna siamo arrivati sotto i 50mila. Se vogliamo battere il degrado dobbiamo riportarli almeno a 80mila, che vogliono dire mille botteghe in più». Una proposta e una battaglia che riassume lo spirito e la filosofia di Campos urbanista. Che se la prende certo con Berlusconi, coi governi e coi condoni, ma anche con il "massimalismo" di tanti. «Con lincapacità della società e dei cittadini di essere riformisti».