Roma. La Lega incassa il via libera definitivo al primo dei decreti attuativi del FEDERALISMO fiscale, quello sul demanio. Con il varo del Consiglio dei ministri e la pubblicazione, probabilmente già oggi, nella Gazzetta Ufficiale in linea con il timing previsto dalla legge delega, la prima tappa della riforma federalista va in porto. Spiagge, laghi, fiumi, caserme. Il FEDERALISMO DEMANIALE porta in dote alle regioni e agli altri enti locali un ricco patrimonio di beni. Oggetto dell'attribuzione a Regioni ed Enti locali sono i beni del demanio marittimo, idrico, gli aeroporti di interesse regionale o locale, le miniere e gli altri beni immobili dello Stato e i beni mobili a essi collegati; sono esclusi: i fiumi e i laghi di ambito sovraregionale, salvo per questi ultimi che vi sia intesa tra le Regioni interessate; i beni della Difesa e i beni culturali, nei termini già previsti dalla normativa vigente; la dotazione della Presidenza della Repubblica e i beni degli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale; gli immobili per uso istituzionale dello Stato, i porti e gli aeroporti di rilevanza economica nazionale ed internazionale, le reti di interesse statale, le strade ferrate dello Stato, i parchi nazionali e le riserve naturali statali; sono attribuiti alle Regioni i beni del demanio marittimo e del demanio idrico, con l'eccezione dei laghi chiusi che sono attribuiti alle Province, così come le miniere. Alle Province sarà inoltre garantita una quota dei canoni del demanio idrico trasferito alle Regioni. Ecco cosa prevede il decreto attuativo. LO STATO CEDE BENI, ENTRO 6 MESI LA LISTA. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore il governo presenta la lista dei beni di cui lo Stato intende disfarsi. I Comuni hanno un mese di tempo per richiedere i beni ai quali sono interessati, indicando anche un piano per la loro valorizzazione. Tra i beni trasferibili ai comuni ci sono caserme, edifici pubblici, porti in disuso e aeroporti di interesse locale o regionale. Ogni due anni vengono redatti nuovi elenchi. VENDITE A RIDUZIONE DEL DEBITO. I Comuni possono rivendere un bene trasferito dallo Stato, ma solo se c'è l'ok dell'Agenzia del Demanio. Le risorse derivanti dalle vendite vanno per il 75 per cento alla riduzione dei debiti; il restante il 25 per cento finisce nelle casse dello Stato: servirà a pagare gli interessi sui titoli di Stato. LAGHI E FIUMI VANNO ALLE REGIONI. Il demanio idrico-maritimo viene trasferito in blocco. Le spiagge vanno direttamente alle regioni, come anche i fiumi che scorrono in una sola regione. Il Po, l'Adige, il Tevere, fiumi interregionali, restano statali. Regionali anche i laghi; quelli che bagnano sponde di più regioni, come il Lago di Garda, sono invece «cedibili» a patto però che ci sia un'intesa tra le regioni interessate. Laghi come quello di Albano , «chiusi e privi di emissari di superficie» vanno alle province. MINIERE ALLE PROVINCE. Le miniere e le loro «pertinenze» vanno alle province ma escludendo i giacimenti petroliferi e di gas e i siti di stoccaggio di gas naturale. SEDI DI CAMERA E SENATO RESTANO STATALI. Oltre al Quirinale, anche i palazzi delle Camere, e quelli degli organi di rilevanza costituzionale (Corte Costituzionale, Csm, Cnel) , vengono esclusi dai trasferimenti. Fuori dai trasferimenti anche i parchi e le riserve naturali, le grandi arterie stradali, le ferrovie e il comparto energia. POSSIBILE TRASFERIMENTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI. Il testo prevede la possibilita che al trasferimento di funzioni possa corrispondere il «trasferimento del personale per evitare duplicazione di funzioni». R. E.
Laghi e fiumi passano alle regioni. Po, Adige e Tevere restano allo Stato
Il governo ha ottenuto il via libera definitivo al primo dei decreti attuativi del FEDERALISMO fiscale, quello sul demanio. Il decreto prevede la cessione di beni dello Stato a Regioni e Enti locali, tra cui spiagge, laghi, fiumi, caserme e miniere. I beni del demanio marittimo e idrico vengono trasferiti in blocco alle Regioni, mentre i laghi che bagnano sponde di più regioni possono essere ceduti a patto di un'intesa tra le regioni interessate. Le Province riceveranno una quota dei canoni del demanio idrico trasferito alle Regioni. I Comuni possono rivendere i beni trasferiti dallo Stato, ma solo se c'è l'ok dell'Agenzia del Demanio.
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