Non si sente più parlare dell'ampliamento di «Firenze com'era». Da anni esiste uno studio. Ma per la sede scelta delle Leopoldine di Santa Maria Novella ora spunta l'ipotesi di darla ai privati per il museo della fotografia Che fine ha fatto il Museo della città? Firenze ha visto chiudere la Raccolta Della Ragione, chiudere il museo Bardini, chiudere la Carnielo. E del Museo della città non si sente più parlare. Doveva essere un riordino e un ampliamento di «Firenze com'era» con sistemi multimediali, che raccontasse la storia, la cultura e l'urbanistica di una città straordinaria, nata con i Romani, cresciuta fortemente fino alla metà del Duecento e poi rimasta all'interno delle mura fino all'Unità d'Italia. Il progetto esiste da anni, se ne era occupata l'assessore alla cultura Rosa Maria Di Giorgi e poi il suo successore Simone Siliani. La sede doveva essere inizialmente al Forte di Belvedere ma i lavori di restauro andavano per le lunghe, si era parlato dei sotterranei di Palazzo Vecchio, ma sono ancora tutti da scavare, e la scelta cadde sulle Leopoldine di Santa Maria Novella. Con questa previsione il Museo della città era stato anche inserito nel Piano Strategico. Ma ora nelle colonne di tempi, costi e fattibilità di quel progetto compare una scritta in rosso: «Da verificare in base alla localizzazione». Secondo l'assessore Siliani le Leopoldine non sarebbero sufficienti. Ma sembra che gli spazi comunali delle Leopoldine siano stati promessi ad Alinari per il nuovo museo della fotografia. Museo sicuramente di grandissimo interesse storico e artistico, ma pur sempre di una azienda privata che sui diritti di quell'eccezionale materiale fonda la propria attività. I 150 anni di Alinari sono giustamente festeggiati in questi giorni con la bella mostra di Palazzo Strozzi, sostenuta da un finanziamento di 105mila euro di Palazzo Vecchio. Ma l'ipotesi di destinare gli spazi comunali delle restaurate Leopoldine al museo di una azienda privata, per quanto prestigiosa come Alinari, lascia perplesse le forze politiche. Così, mentre il museo della città sta a candire, non si fa neppure il museo delle tradizioni e delle feste popolari voluto dall'assessore Eugenio Giani. Che propone materiali di grande interesse sull'Epifania dai Medici alle befanate, il Capodanno fiorentino, lo scoppio del Carro, le Maggiolate, il Calcio in costume, Sant'Anna, San Lorenzo, le Rificolone, Santa Reparata, la fine della pena di morte voluta dal Granduca e la nascita della Toscana con il marchese Ugo.
Museo della città addio. Alinari alle Leopoldine
Il Museo della città di Firenze, un progetto di ampliamento e riordino della città con sistemi multimediali, è stato in discussione da anni. La sede inizialmente prevista al Forte di Belvedere, poi nei sotterranei di Palazzo Vecchio, è stata scelta nelle Leopoldine di Santa Maria Novella. Tuttavia, le forze politiche sono perplesse all'ipotesi di destinare gli spazi comunali delle Leopoldine al museo della fotografia di Alinari, un'azienda privata. Il progetto del Museo della città è stato inserito nel Piano Strategico, ma le colonne di tempi, costi e fattibilità sono ancora da verificare.
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