Non condividiamo lintervento previsto sul verde della piazza: ricostruire un giardino non ha alcun senso Larea che circonda il palazzo nasce come parte dellUniversità secondo il progetto di Castelli del 1866 Può un bene storico-culturale protetto da leggi, vincoli e decreti, andare distrutto in nome di un progetto di intervento urbanistico? Domanda allapparenza retorica, ma la realtà dei fatti dice che sì, è possibile. Il casus belli è il giardino di piazza Umberto al quale martedì è dedicato un convegno che richiamerà a Bari docenti universitari da tutta Italia, specialisti in giardini storici, architettura, botanica, urbanistica, storia dellarte. Promossa dal Comitato per le politiche ambientali e per la qualità della vita istituito in seno al Rettorato, la giornata di studio ha per tema LUniversità di Bari e il verde pubblico: piazza Umberto I come bene culturale e nasce da unesigenza precisa: «Esprimere la non condivisione - spiega Mimma Pasculli Ferrara, storica dellarte allAteneo - verso il progettato intervento urbanistico teso a distruggere il "giardino storico" di piazza Umberto, già giardino privato dellUniversità, per ripiantarne uno nuovo, conservando solo il doppio filare di lecci, la fontana e la statua equestre». Il riferimento è al progetto "Bari crossing 2007", vincitore del concorso di progettazione bandito dal Comune, che prevede la riqualificazione di via Sparano e degli spazi pubblici del Borgo murattiano. «Come comitato dellUniversità - precisa Pasculli Ferrara - diciamo che ricostruire un giardino non ha senso, che, anzi, è una speculazione. Non abbiamo nulla da dire sulla qualità del progetto; piuttosto invitiamo il Comune ad operare in modo che lintervento segua la tipologia del restauro dei giardini storici». E che il giardino di piazza Umberto sia classificato come "storico" è attestato sia dal ministero per i Beni culturali che dalla Carta di Firenze del 1981. Lo spauracchio che agita il mondo universitario barese e non solo è ovviamente la distruzione del giardino di piazza Cesare Battisti: farà la stessa fine lo spazio verde davanti allUniversità, che costituiva un unicum con il giardino ormai scomparso? «Tutta quellarea verde intorno allAteneo - racconta la docente, autrice con Salvatore Barbuti e Carmelo Calò Carducci del volume Bari e il suo Ateneo 1866-1935 - nasce come appartenente allUniversità, secondo il progetto dellarchitetto Giovanni Castelli datato 1866. Non a caso è recintata fino agli Anni '30, quando il giardino diventa pubblico con la costruzione del palazzo delle poste». La nuova situazione, tuttavia, nulla toglie alla qualifica di "giardino storico", richiamata peraltro nellAtlante del giardino italiano 1750-1940, pubblicato dal ministero per i Beni culturali nel 2009. Il giardino di piazza Umberto, alla pari di quello di piazza Garibaldi e del viale alberato di corso Cavour, sono storia e memoria collettiva. A difenderli, martedì allUniversità (Aula magna, ore 9) arriveranno docenti come Francesco Canestrini, curatore del parco della reggia di Caserta, e Luigi Zangheri fra i "padri" della Carta di Firenze. Non mancheranno il rettore Corrado Petrocelli e Cosimo DAngelo, presidente della Società di Storia patria per la Puglia.