Dopo il Padiglione Italia avrà la soprintendenza del polo museale Il ministro Bondi non ufficializza ma il critico assicura: "Mi aspetto la chiamata" ROMA - Vittorio Sgarbi nuovo "doge" dellarte di Venezia. Un altro posto di comando in Laguna per il critico darte ferrarese vicino al governo. Dopo lincarico ricevuto a gennaio di curare il padiglione Italia alla Biennale darte del 2011, ecco ora che da Roma starebbe per arrivare la carica di soprintendente al Polo museale. Lannuncio arriva dalla Uil Beni culturali. Dal Collegio romano dicono di non saperne nulla. Ma è lo stesso critico a confermare: «Ne ho parlato tre giorni fa con Bondi, ora mi aspetto la chiamata». In lizza per i cinque musei statali (dalle Gallerie dellAccademia alla Ca dOro, dallArcheologico allOrientale, a palazzo Grimani) e per la cura della città e della "gronda lagunare", cera da una settimana Fabrizio Magani, soprintendente a Verona con linterim di Venezia. «Invece il ministro Bondi ci ha ripensato e ha promesso il posto a Vittorio Sgarbi», ha detto ieri il segretario della Uil Gianfranco Cerasoli. «Se questa scelta venisse confermata - ha aggiunto il sindacalista - sarebbe un errore gravissimo per Venezia perché significa che la città è stata venduta per pagare la cambiale elettorale delle regionali del Lazio». Lufficio di piazza San Marco 63 sarebbe dunque il "risarcimento" che Sgarbi aveva sollecitato più volte al Pdl per la riammissione tardiva della sua Lista alle regionali vinte da Renata Polverini? «Sono stupidaggini di Cerasoli», risponde secco lo storico dellarte in forza al ministero dei Beni culturali. «Se ho saputo risollevare una realtà depressa come Salemi, saprò certamente far funzionare Venezia». Poi la conferma: «Della mia nomina in Laguna ne ho parlato tre giorni fa con Bondi che credo abbia già fatto passi in tal senso. La procedura insomma è in corso». Deputato di Forza Italia nel 2001 e sottosegretario ai Beni culturali per pochi mesi nel secondo governo Berlusconi, Sgarbi è da due anni sindaco di Salemi, dopo che si era visto revocare la carica di assessore alla Cultura del Comune di Milano dal sindaco Letizia Moratti. Ma nel suo passato remoto cè proprio il lavoro per la soprintendenza in Veneto. «Sono in aspettativa da venti anni e il titolo di soprintendente è già in mio possesso», precisa lo studioso che mosse i primi passi alluniversità di Bologna con una tesi sul vicentino Giovanni Buonconsiglio. Sgarbi vede la nuova carica al Polo come un tuttuno con quella del padiglione Italia: «Potremo così celebrare degnamente i 150 anni dellUnità dItalia. Finalmente potrò dimostrare che tutta larte, anche quella del passato, è contemporanea» aggiunge unendo con un filo la pittura di Mantegna e Tiziano allarte di oggi. Cerasoli ricorda che Sgarbi negli anni Novanta è stato condannato a Venezia per «assenteismo e produzione di documenti falsi». E in Laguna molti temono il suo arrivo. «Le leggo - sottolinea il critico - lsms che mi ha mandato Caterina Bon Valsassina» (già soprintendente al Polo di Venezia e ora direttore regionale in Lombardia). «Recita così: "Caro Vittorio, corre voce che potresti arrivare tu alla Soprintendenza di Venezia, la sola tua presenza la rilancerebbe e ne ha bisogno dopo anni di silenzio"».
Arte a Venezia, tutto il potere a Sgarbi
Il ministro dei Beni culturali, Bondi, non ha ufficializzato la nomina di Vittorio Sgarbi alla carica di soprintendente al Polo museale di Venezia, ma il critico d'arte ferrarese ha confermato di aver parlato con il ministro e di aspettare la chiamata. Sgarbi è stato nominato per curare il padiglione Italia alla Biennale d'arte del 2011 e per la cura della città e della "gronda lagunare". La scelta è stata criticata dalla Uil Beni culturali, che ha detto che sarebbe un errore gravissimo per Venezia. Sgarbi ha risposto che ha parlato con Bondi e che la procedura è in corso.
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