Oddati: "Non sono contrario". La Soprintendenza: "No ai cancelli" La proposta lanciata dai commercianti. I residenti: petizione con 40 firme «Non sono contrario allidea proposta da Barbaro di chiudere, la notte, la Galleria Umberto I, come è stato fatto a Roma con la Galleria Alberto Sordi. È unipotesi che si può valutare. Tuttavia questa è una decisione che devono prendere i commercianti, i condomini e la Soprintendenza insieme con lamministrazione perché, a differenza di Roma che è una galleria privata, la Galleria Umberto I è un bene pubblico e in quanto tale va garantita la fruizione a tutti». Nicola Oddati, assessore alla Cultura del Comune, apre uno spiraglio allipotesi di chiudere di notte, con dei cancelli, la Galleria Umberto, dopo le proteste di commercianti e residenti e dopo lincendio, che nella notte tra mercoledì e giovedì ha danneggiato il marmo storico. Le fiamme hanno lambito anche lantico mosaico. Il fuoco è stato appiccato da un gruppo di vandali o da un barbone allaltezza del civico 83. Ma la Soprintendenza ai beni architettonici mette un freno allassessore. «Sono molto stupita delle parole dellassessore Oddati, visto che il sindaco si è sempre dichiarato contrario alla chiusura della Galleria e anche noi. Ne abbiamo parlato più volte e recentemente il consiglio comunale ha approvato listituzione di un posto fisso di polizia municipale per tutelare la Galleria. Insomma controllo sì, ma non cancelli». A rispondere a Oddati è larchitetto Paola Bovier, responsabile del quartiere San Ferdinando. La Soprintendenza dice "no" ai cancelli per tre motivi: «Il primo: creeremmo un falso architettonico. Alla Galleria Principe di Napoli i cancelli esistono da sempre, la Galleria Umberto invece è nata aperta. Due, perché non è solo un monumento ma è una strada pubblica e se chiudiamo la Galleria creiamo un precedente. Tre: per motivi di sicurezza pubblica». Nellultimo consiglio comunale, tra laltro, come ricorda larchitetto (su proposta di consiglieri Ambrosino e Renzullo) è stato approvato un presidio fisso di polizia municipale in Galleria. Ma residenti e commercianti fanno fronte comune e chiedono i cancelli, pronti anche ad autotassarsi. «Se Oddati è davvero disponibile, convochi un tavolo. Non facciamo come al solito solo parole. Facciamo qualcosa di concreto per difendere la Galleria», incalza Antonio Barbaro, presidente del centro commerciale. I residenti hanno già firmato una petizione. Sono in 40. «Chiediamo i cancelli per la notte, chiediamo sicurezza e tranquillità - spiega Agostino Gonzales, residente in Galleria - Dalle venti fino a notte inoltrata, soprattutto destate, abbiamo paura di rientrare in casa, per i ragazzi che giocano a calcio, i vandali, i barboni, i teppisti che si sfidano in gare con gli scooter. È un monumento, ma è anche casa nostra». E Paolo Barra, 77 anni, in Galleria dal 1922: «Quando arriviamo la mattina sembra un orinatoio. Senza farmi vedere, perché mi vergogno, io stesso pulisco i marmi. La Galleria la stiamo facendo morire poco alla volta. La malattia si chiama: abbandono». Favorevole ai cancelli anche Alfredo Dorsi. La sua famiglia gestisce la rivendita dei tabacchi da 40 anni: «Negli ultimi mesi ho trovato due volte le vetrine rotte dalle pallonate e le saracinesche ormai sono tutti piegate». In controtendenza il consigliere del Pd Francesco Nicodemo: «È un monumento della città e deve rimanere aperto». Sul sito www.napoli.repubblica.it il sondaggio sulla chiusura della Galleria: oltre il 70 per cento è favorevole.