Giambrone in lacrime: "Ho fatto ciò che ritenevo giusto per il Teatro" Anche Mehta alla prima seduta del nuovo cda La Regione nomina Benedetti e Danti Il bilancio consuntivo del 2009 si chiude con un deficit di 2 milioni e 300mila euro tanto da non avere la forza di leggere, durante la conferenza stampa con cui si congeda dal Maggio, la dedica su una biografia che il maestro gli ha regalato: «Amico mio Francesco, ti voglio bene e rimaniamo sempre amici». Giambrone lascia Firenze dopo una seduta con il cda che ha approvato due atti importanti: il bilancio consuntivo 2009 che si chiude con un deficit di 2 milioni e 300 mila euro contro i 2 milioni e 700 stimati dal preconsuntivo; la richiesta al ministero di autorizzazione per assumere le prime parti dellorchestra tramite nuovi concorsi e stabilizzare gli strumentisti precari. Uno schiaffo ai sindacati, che hanno aspramente criticato il suo lavoro? «Ho sempre fatto quello che ritenevo giusto per il teatro, e non per dimostrare qualcosa» risponde Giambrone che anticipa anche alcuni importanti eventi futuri programmati sotto la sua gestione. Tre debutti per Mehta, ovvero Affare Makropoulos nel 2011, Rosenkavalier nel 2012 e Parsifal nel 2014, e nuovi impegni fiorentini di Seiji Ozawa: Damnation de Faust nel 2011, Katia Kabanova nel 2013 e 2 titoli nel 2014. Oltre a due tour europei del Maggio (con ritorno al prestigioso Muskverein di Vienna) e in Giappone. Un altro schiaffo, magari a Matteo Renzi (escluso dallelenco dei ringraziamenti, Domenici invece cè) e al sovrintendente che verrà? «Evidentemente il sindaco ha sentito il bisogno di una discontinuità che, mi auguro, non nasca da un giudizio negativo sul mio operato. O forse, non mi ha riconfermato perché non ho letà. A Francesca Colombo faccio i miei migliori auguri» risponde lex sovrintendente. Che conclude: «Lascio un teatro che ha oggi un riempimento medio della sala da duemila posti pari al 90 rispetto al 69 iniziali; in cui ci sono 25 mila giovani under 26 e 10.000 MaggioCard emesse; in cui esiste ora un sistema di controllo delle risorse che consente un monitoraggio costante e quindi risparmi; che ha mutato la sua immagine e la comunicazione, a costo di polemiche; che ha instaurato e mantenuto la consuetudine di commissionare ogni anno unopera ad un compositore italiano vivente». La riunione del vecchio cda dura poco: unora, e altrettanto veloce è lassemblea dei soci che eleggono i loro membri nel nuovo consiglio, Giovanna Folonari e Mario Primicerio. Più lunga, circa unora e mezza, la seduta del nuovo cda, alla quale interviene anche Mehta, fino ad oggi digiuno in materia, su invito di Renzi: dalle 16 alla spicciolata arrivano Paolo Fresco, designato dal Comune e quindi vicepresidente, Roberto Benedetti e Nicola Danti nominati in extremis dalla Regione (per la prima volta, non figura lassessore alla cultura); Antonio Marotti, designato dal governo. Alla fine, fumata bianca: Colombo è sovrintendente, anche se ci sono due astenuti, i membri in quota al centrodestra Benedetti e Marotti. Il sindaco difende la sua scelta: «Avrei potuto orientarmi verso un candidato dèja vu, con più esperienza, ma questa città deve compiere uno scatto verso linnovazione che, peraltro, è già cominciata. Della candidatura di Francesca Colombo sono io il primo responsabile: se risulterà un errore, sarò io a metterci la faccia». Si dichiara soddisfatto del nuovo cda: «Per quanto riguarda Paolo Fresco, lho scelto non solo per le sue capacità manageriali, ma perché possa attrarre capitali privati nella Fondazione». Poi, ringrazia il cda uscente e Giambrone: «Nessuno lo ha cacciato, ma per scrivere pagine nuove servono protagonisti nuovi». Il direttore artistico? «Sarà Francesca Colombo a designarlo» conclude Renzi. Che sta già lavorando per aumentare il cda da 7 a nove membri, previa modifica dello statuto.