La Scaramuzzino: "Anche io ho vissuto il suo stesso disagio" Poi boccia i tavolini colorati in piazza: "Un pugno allo stomaco" Il commissario presenta il bando Bologna Civitas. "Sono qui perché è caduta la giunta" Cè unaltra "tecnica", donna, nella storia di Bologna. Lex vicesindaco Adriana Scaramuzzino, per quasi cinque anni numero due di Sergio Cofferati, non nasconde di sentirsi «vicina» al commissario Anna Maria Cancellieri. Come mai, vicesindaco? «Perché nonostante proclamino tutti di perseguire linteresse comune "i politicanti", non i politici, ostacolano il lavoro delle amministrazioni per ottenere visibilità o per accampare interessi di parte». Si riferisce a qualcuno in particolare? «No, la mia è una considerazione bipartisan, che ricordo di aver vissuto anche sulla mia pelle». Ora tocca al commissario. Tutti la lodano, ma il Pd non perde occasione per rivendicare la paternità delle cose che fa. «Io credo che la politica dovrebbe considerare questa del commissariamento una esperienza utile per capire che se si lavora davvero tutti insieme le cose si fanno, anche velocemente». Così però il rischio è che qualcuno sia tentato di preferire il commissario ai partiti. «No, non bisogna pensare che luomo solo al comando sia meglio. Anche se non ritengo che Bologna, con tutti i suoi comitati e le sue associazioni, corra questo rischio. Penso però che la politica debba sforzarsi di collaborare col commissario. Ricordando quando le cose sono state fatte da una vecchia giunta, certo, ma anche comprendendo che i progetti non hanno mai un solo padre o una sola madre». (s. b.) Prova a mordersi la lingua, a tacere, poi di fronte alle continue punzecchiature, più da sinistra che da destra, ai dossier critici del Pd, a quanto legge ogni giorno sui giornali, perde la pazienza e sbotta. «Se qui non cè la giunta non è colpa mia». Anna Maria Cancellieri si sfoga dopo aver parlato della sua iniziativa per ripulire la città, prendendosela pure con i tavolini fin troppo variopinti, «un colpo allo stomaco», di piazza Maggiore. Ma ciò che più fatica a comprendere sono le ansie dei Democratici, preoccupati che il commissario metta il suo bollino sui progetti delle vecchie giunte di centrosinistra. E lei li aspetta al varco: «Se vogliono venire alle inaugurazioni di certo non glielo impedisco, ma io non posso non andare dove la città mi chiama. Fatemi lavorare». Il commissario non ci sta a essere «tirata per la giacca»: «Per me parlano i fatti. Su quelli potete anche impiccarmi o massacrarmi». E a proposito di fatti, la Cancellieri ha presentato ieri il bando per «chiamare alle armi» i volontari del bello contro i graffiti. «Vogliamo unalluvione di adesioni. Se arriva uno tsunami meglio ancora» scherza. Il bando, che resterà aperto a tempo indefinito, è pubblico sul sito del Comune e si potrà partecipare spedendo le domande a bolognacivitascomune. bologna. it. Mentre prosegue la battaglia ai graffiti, si annuncia anche una nuova crociata contro il "cattivo gusto". Lo spunto lo lancia la Soprintendente dei Beni artistici di Bologna Paola Grifoni, che se la prende con «i verde improbabili, i giallo limone, per non parlare dei viola e dei fucsia» di alcuni palazzi del centro storico. La Cancellieri coglie subito la palla al balzo: «Modificheremo il regolamento di polizia urbana per dare linee guida precise e ferme sui colori da utilizzare. Ogni mattina quando attraverso Piazza Maggiore - confessa - ho un colpo allo stomaco nel vedere sedie, tavolini e tovaglie di colori diversi». Sorride il presidente dalla Camera di Commercio Bruno Filetti: «Da questo si capisce la passione per una città» dice. Quanto alla politica, «che stia per conto suo, visto che è assente. Abbiamo una amministrazione che funziona». Annuisce il presidente della Fondazione Carisbo Fabio Roversi Monaco, che ammette: «Gli enunciati enfatici sono una cosa, la loro realizzazione è unaltra. Il piano funziona perché è diventato una priorità. E questa è una scelta politica». Meglio il commissario dei partiti? La Cancellieri schiva la polemica - «basta fare filosofia: perché dire che io riesco dove non è riuscita la politica?» - ma poi perde la pazienza quando si parla dellallarme degli ex presidenti di quartiere sulla mancanza di fondi per il welfare. «Noi non abbiamo toccato una lira di quanto stanziato dalla giunta precedente - sbotta - anzi stiamo facendo di più». E la politica? Per stavolta incassa. La Lega Nord è pronta a scendere in campo con ronde anti-graffiti. Il Pdl con Fabio Garagnani si arrabbia per il «qualunquismo» di chi loda il commissario. Raffaele Donini del Pd chiede ai militanti di aderire al bando. Solo lex capogruppo Pd Sergio Lo Giudice non esita a rivendicare i meriti del centrosinistra: «Ricordo che il primo atto della vecchia giunta non fu una dichiarazione di intenti, ma uno stanziamento di fondi per loperazione graffiti».