la legge sarà modificata, benefici estesi agli immobili condonati L'assessore Fusco: «Sì agli ampliamenti anche per industria, artigianato e agricoltura» Genova. Uscita dalla porta l'ottobre scorso, dopo una sollevazione popolare che costrinse il centrosinistra ad una precipitosa marcia indietro, la norma che estende i benefici del Piano casa agli insediamenti industriali, artigianali e agricoli, rientrerà dalla finestra. Non solo: riprende corpo l'idea di concedere la possibilità di ampliamento anche agli immobili condonati, seppure limitatamente alla parti non interessate dall'abuso sanato. In altre parole, spiega l'assessore all'Urbanistica, Marylin Fusco (Idv), «se un tizio ha una semplice veranda condonata, non è giusto penalizzarlo escludendo dai benefici di legge altre parti del suo alloggio». È il ragionamento che aveva ispirato la circolare dello scorso 28 dicembre con la quale la Regione forniva un'interpretazione estensiva dell'articolo 5 del Piano casa, autorizzando appunto ampliamenti di parti di edifici non interessate dal condono. Anche in quel caso, però, la giunta-Burlando fu costretta al dietrofront per non spaccare la maggioranza (Verdi e Rifondazione comunista erano assolutamente contrari ai contenuti della circolare interpretativa) a pochi mesi dalle elezioni. Il 12 gennaio scorso, dunque, il Dipartimento pianificazione territoriale della Regione ritirò i l documento. Oggi, con una maggioranza decisamente più disponibile a discutere di nuove edificazioni, la giunta si prepara a sottoporre al consiglio regionale un testo riveduto e corretto. «Sì, l'intenzione è di estendere i benefici del Piano casa a tutti gli insediamenti produttivi con l'unica eccezione dei siti commerciali» anticipa al Secolo XIX l'assessore dipietrista. E aggiunge che «anche relativamente agli immobili condonati stiamo ragionando sull'opportunità di essere più elastici e chiari». Tradotto: anche chi ha commesso un abuso edilizio può covare la legittima speranza di ampliare la propria abitazione. La Fusco, insomma, è riuscita far passare la propria linea in giunta: rendere più efficace il Piano casa, proprio come negli auspici del governo. Il Pd, del resto, ci aveva già provato l'autunno scorso ed è dunque pronto a fare la propria parte. Lo stesso discorso vale per l'Udc. Quanto al centrodestra, la passata legislatura aveva criticato Burlando per aver ceduto alle pressioni degli ambientalisti varando una legge "annacquata" e «assolutamente inefficace» nella prospettiva di rilanciare il business del mattone. Quindi, la linea-Fusco non dovrebbe trovare intralci in consiglio regionale. Resta da vedere quale sarà l'accoglienza dell'opinione pubblica già scottata da opere di "cementificazione selvaggia" in Liguria. «Non mi preoccupo - dice l'assessore -; mi confronterò anche con gli ambientalisti dai quali mi attendo proposte ragionevoli. Una cosa è certa, la Liguria per crescere ha bisogno dello stesso dinamismo, anche sul fronte della pianificazione territoriale, che contraddistingue regioni a noi vicine come il Piemonte e la Lombardia». Ricordiamo che la legge regionale approvata lo scorso 3 novembre consente aumenti di cubatura sugli edifici a «destinazione totalmente o prevalentemente residenziali» (questa è la frase che verrà modificata), mono o prurifamiliari costruiti prima del luglio 2009 e di volume non superiore ai 1.000 metri cubi. Gli immobili di 200 metri cubi possono essere ampliati fino al 30; quelli compresi tra i 200 e i 500 metri cubi, fino al 20 della parte eccedente i 200 metri cubi. Gli edifici di superficie compresa tra i 500 e i 1.000 metri cubi potranno invece essere ampliati fino al 10 sempre della parte eccedente i 500 metri cubi.