Rollandin: ora serve mappatura dei beni. Critico l'assessore delle Marche, Marcolini (regioni.it) "Sono perfettamente d'accordo con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: il federalismo non può che essere assunzione di responsabilità. E dunque, è impensabile che una Regione dissestata possa utilizzare i beni che riceverà per qualsiasi uso che non sia il rientro dai debiti". Lo afferma Presidente del Veneto, Luca Zaia, a proposito del decreto legislativo sul federalismo demaniale che assegna alle Regioni e agli enti locali edifici, spiagge, fiumi e laghi. Intervistato dal Corriere della Sera, Zaia aggiunge che "il patrimonio va meritato": " le Regioni in dissesto ricevano il patrimonio dello Stato soltanto se in grado di valorizzarlo per ridurre il loro debito e spiega che con questo passaggio alle Regioni "cambia il mondo" perché "ora potremo fare nuovi ragionamenti sulle nostre concessioni, privilegiando i progetti di qualità". "Salutiamo positivamente il federalismo demaniale". Con queste parole il Presidente della Valle d'Aosta, Augusto Rollandin, commenta il via libera alla riforma federale. "E' importante il fatto che ci sia la mappatura dei beni in modo da metterci in condizioni di conoscere la reale situazione". Entrando nel merito del provvedimento, Rollandin ha precisato che "esso non riguarderà il torrente Dora Baltea, in quanto di interesse interregionale, ma sarà comunque monitorato l'intero demanio idrico della Valle d'Aosta". Lo Statuto speciale di autonomia della Valle d'Aosta prevedeva, gia' nel 1948 che tuttii beni demaniali dello Stato fossero trasferiti alla Regione. Critica la posizione della Regione Marche. "Una manovra d'effetto, più di carattere propagandistico che di sostanza". E' stato questo il giudizio dell'assessore regionale delle Marche al Demanio e Patrimonio, Pietro Marcolini, sul decreto legislativo relativo al federalismo demaniale. "Mi sembra - ha aggiunto Marcolini - che la montagna abbia partorito un topolino. Sono soltanto 3.200 milioni di euro le risorse trasferibili e il 27 di queste concentrate nel Lazio, il 12 nel Veneto, mentre il patrimonio delle Marche e' stimato in 38 milioni, pari a circa l'1,4 rispetto al criterio tradizionale di riparto attorno al 2,7. Non abbiamo ancora l'elenco dei beni demaniali che andranno ai Comuni marchigiani ma si sa già che lo Stato si tratterrà il 25 del patrimonio e lascerà il 75 ai Comuni per sanare i deficit e per realizzare gli investimenti. C'è però soprattutto una grande confusione su chi gestirà i laghi e i fiumi, anche perché nelle Marche la gestione è sovracomunale ed è questo il nodo critico". (red21.05.10)