Appena ultimato un prezioso recupero artistico nel museo diocesano Senigallia Nuovo recupero nella Pinacoteca Diocesana di Senigallia che, con questo restauro, aumenta ancora le proprie collezioni esposte. Torna infatti alla fruizione dei visitatori un antico completo d'altare ligneo, finemente lavorato, scolpito e dorato da maestri ebanisti locali del diciottesimo secolo. "Un lavoro sottolinea il delegato per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Senigallia, monsignor Pier Domenico Pasquini - che si aggiunge ad una serie di restauri che, nel corso degli anni, abbiamo potuto compiere grazie alla sinergia fra diversi soggetti, e che, in questo caso, ha visto in primo piano la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi". Fondazione che in queste settimane sta ampiamente lavorando nel recupero del patrimonio ecclesiastico e che l'ha vista in prima linea per il restauro del Battistero Monumentale della Basilica Cattedrale di Senigallia, appena inaugurato con la partizione del presidente Tardioli. "Il nostro territorio possiede un ricco novero di beni culturali di interesse religioso, frutto di una committenza che nel corso dei secoli ha saputo produrre e custodire tante opere d'arte. Queste rivestono tutt'oggi una fondamentale funzione educativa, quale sorta di "Bibbia dei poveri" e, al contempo, sono costante oggetto di visita di turisti ed estimatori che scelgono la nostra Diocesi per i propri soggiorni". Il restauro è stato condotto dal laboratorio della dottoressa Silva Cuzzolin di Senigallia, sotto la direzione lavori della dottoressa M. Claudia Caldari della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico delle Marche. "Con la prossima riapertura della galleria a seguito dei restauri conclude monsignor Pasquini avremo la possibilità di ammirare anche questi pregiati manufatti, che si inseriscono in una serie globale di interventi che stiamo conducendo proprio in questi giorni all'interno del Museo". La Diocesi di Senigallia, come è noto, gestisce sia la Pinacoteca Diocesana presso l'episcopio, che il Museo Pio IX in via Mastai, centro quest'ultimo di grande interesse specie in questi mesi di celebrazioni per il 150 anniversario dell'Unità d'Italia. La visita al museo Pio IX inizia dal salone di ricevimento della famiglia Mastai-Ferretti. Alle pareti grandi tele raffigurano scene dell'Antico Testamento, opera del pittore Giovanni Anastasi (Senigallia 1653 -Macerata 1705) il cui autoritratto figura nel vano di una porta finta, come risulta dall'iscrizione che, dopo la sua morte. Dal salone si entra nella sala dell'amnistia, così chiamata per la presenza di due quadri che espongono il testo dell'amnistia concessa da Pio IX il 16 luglio 1846, un mese dopo la sua elezione al soglio pontificio. Il soffitto, decorato con stucchi, è l'unico autentico rimasto dopo il terremoto del 1930. Al centro lo stemma dei Mastai-Ferretti. La sala del medagliere era il salotto di casa Mastai. Al centro il medagliere che dà il nome alla stanza. Contiene le 32 medaglie del pontificato di Pio IX, emesse, una per ogni anno, a memoria di particolari avvenimenti.