IL FEDERALISMO E IL BENACO. Sartori, sindaco di Brenzone: «Vantaggi nella cura dei litorali» Fogliardi (Pd): «Ora è chiaro di chi sia la gestione» «I Comuni del Garda saranno in grado di gestire le spiagge e i litorali al meglio, a patto che le Regioni si confrontino e si accordino. Crediamo nel federalismo fiscale anche se il Pd si è astenuto. Fin d'ora dico: se ci saranno problemi, siamo disponibili a sostenere la maggioranza in Parlamento su questo punto». Ad annunciarlo, nonostante «l'ufficialità» del voto del suo partito, è il deputato del Pd, Gianpaolo Fogliardi, unico veronese eletto a Roma dall'area gardesana, castelnuovese. La «devoluzione» della gestione e il passaggio di proprietà del Garda dallo Stato alle Regioni è stato deciso col decreto sul federalismo demaniale approvato dal Consiglio dei ministri. Lo Stato ha ceduto, su pressione della Lega Nord con l'approvazione dell'emendamento proposto dal sottosegretario all'Economia e presidente della Provincia di Brescia, Daniele Molgora, il più grande lago d'Italia alle Regioni che vi si affacciano: Veneto, Lombardia e Trentino. Queste, ora, dovranno trovare accordi e confrontarsi, più di quanto fatto finora. «Cambia, in pratica, poco o nulla», continua Fogliardi, «Di fatto lo Stato aveva già devoluto la gestione del lago alle Regioni. Ma sono contento di questo passaggio: ora finalmente è chiaro di chi siano proprietà e gestione. Ciò potrà evitare conflitti di competenze». Il Garda, oggi, è la prima vera «bandiera» del federalismo fiscale, come fu, in chiave «sovraregionale» per il Baldo Garda lo scorso anno con il «Patto per la sicurezza» portato a compimento dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Rinaldo Sartori, sindaco di Brenzone: «Sono felicissimo per la decisione», ha detto il primo cittadino, «anche se mi riservo di vedere bene il testo approvato. Non c'è paura, da parte delle amministrazioni locali, nell'affrontare questo aspetto della gestione e proprietà dei beni che, spero, saranno ora nelle disponibilità dirette dei Comuni. Le spiagge, ad esempio, dovranno essere gestite al meglio, fatte fruttare, non certo vendute a terzi», prosegue. «I lungolago di Brenzone, ad esempio, da rifare in molti punti e per cui si sta lavorando a un concorso di idee, oggi richiedono confronti con un sacco di enti superiori perchè non ne abbiamo la proprietà. Uno snellimento burocratico consentirà migliorie subito o affidate a privati dando poi il bene in concessione e ricavandone profitto. Chiaro, però, come la concessione deva essere a tempo determinato. I Comuni non dovranno vendere né svendere». «Molto dipenderà dalla lista dei beni: se un paese ha varie caserme magari sarebbe in difficoltà a ristrutturarle. Con la proprietà del bene potrà invece fare accordi coi privati, con canoni adeguati ma nel pubblico interesse». Sull'alto Garda, in sintesi, si dicono «contenti di smettere di perdere tempo in confronti con una miriade di enti per gestire parti del nostro territorio».