Bossi soddisfatto, ma il Pdl teme il feeling con Di Pietro. I Verdi: regalo agli speculatori Per completare la riforma servono altri tre decreti e il prospetto dei conti entro giugno ROMA La Lega incassa il via libera definitivo al primo dei decreti attuativi del federalismo fiscale, quello sul demanio. Con il varo del Consiglio dei ministri e la pubblicazione, probabilmente già oggi, nella Gazzetta Ufficiale in linea con il "timing" previsto dalla legge delega, la prima tappa della riforma federalista va in porto. «Un passo importante», aveva commentato ieri il leader del Carroccio Umberto Bossi. I DUBBI Fa discutere, però, l'intesa tra il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, "padre" della riforma, e l'Italia dei Valori che ha portato a un voto favorevole del partito di Di Pietro l'altro ieri sul parere sul decreto sul demanio nella "bicameralina" per il federalismo. Calderoli e l'ex pm hanno annunciato in una conferenza stampa l'accordo raggiunto. Una "mossa" poco gradita al Pdl. «Non ci è piaciuta proprio», dice senza mezzi termini il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, anche perchè, aggiunge «pensiamo casomai che il dialogo vada ricercato con l'Udc e con i settori più ragionevoli del Partito Democratico». Anche se il Senatur Bossi anche ieri ha ribadito che «l'ingresso dell'Udc nel governo alla Lega non piace». «SCELTA MEDITATA» Il Pd con un'intervista del capogruppo a Montecitorio, Dario Franceschini, spiega le ragioni che lo hanno portato alla fine a un voto di astensione. Si è trattato, puntualizza Franceschini in replica all'accusa dell'altro ieri di Di Pietro di un atteggiamento alla «nè carne nè pesce» da parte del Pd, di una «meditata scelta politica» e non «un modo di scegliere tra due linee opposte». Intanto anche i Verdi, protestando al Pantheon vestiti da Banda Bassotti, etichettano il federalismo demaniale come un regalo agli speculatori che porterà nel Belpaese «trecento milioni di metri cubi di cemento». E non risparmiano critiche a Di Pietro per il sì di ieri del suo partito al testo sul demanio. «Di Pietro - attacca il leader del partito, Angelo Bonelli - provi vergogna: se non ci fosse Berlusconi potrebbe benissimo fare il ministro in un governo di destra». GLI ALTRI PASSI Tuttavia per completare il cammino del federalismo fiscale, il governo dovrà presentare, prima della fine dell'anno, un pacchetto di provvedimenti che affiancheranno quello sul federalismo demaniale. Tre decreti attuativi e una relazione sui costi. Entro il 30 giugno il governo dovrà presentare una relazione al parlamento nella quale saranno indicate nel dettaglio le prossime tappe della riforma federale. Il governo si è impegnato a inserire nella relazione un capitolo sui costi del federalismo, nel quale saranno fornite le previsioni sulle ricadute della riforma federale sui conti pubblici. Il decreto conterrà una riforma del sistema tributario dei comuni. Attualmente, in capo ai comuni, ci sono 13 tra tributi e canoni locali e 4 addizionali comunali. Il ministro per la semplificazione Calderoli ha recentemente parlato di una «service tax», che accorpasse una parte dei tributi comunali che l'opposizione ha però bocciato come un «ritorno dell'Ici». Il decreto riguarderà il capitolo dei tributi regionali, che attualmente comprende 11 imposte, tre addizionali e tre compartecipazioni a tributi erariali. Secondo la legge delega, il decreto attuativo dovrà fissare i livelli essenziali delle prestazioni da garantire ai cittadini italiani in tre settori cruciali: scuola, sanità e assistenza sociale. Dovranno essere indicati i costi standard delle prestazioni da garantire. In base a questi dati sarà determinato il costo che dovrà essere affrontato da ogni singola amministrazione locale: per coprire tali spese si farà ricorso ai tributi locali, alla compartecipazione a tributi erariali e, per le regioni che ne avessero bisogno, a un fondo di perequazione. Sarà definitivamente superato il criterio della spesa storica, in base al quale alle regioni arriva un rimborso statale pari alle spese sostenute l'anno precedente aggiornate in base a un coefficiente.
Il federalismo adesso è partito: il Demanio rinuncia ai gioielli
Il governo ha ottenuto il via libera definitivo al primo dei decreti attuativi del federalismo fiscale, quello sul demanio. Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e l'ex pm Antonio Di Pietro hanno annunciato un accordo raggiunto. Tuttavia, il Pdl è preoccupato per il sentimento del governo e ha espresso dubbi sull'intesa con l'Italia dei Valori. I Verdi hanno criticato il federalismo demaniale come un regalo agli speculatori e hanno attaccato Di Pietro per il sì del suo partito al testo sul demanio. Il governo dovrà presentare un pacchetto di provvedimenti per completare la riforma federale, compresi tre decreti attuativi e una relazione sui costi entro il 30 giugno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo