La sfida sul nuovo ospedale, che ha visto opposti ieri pomeriggio in Municipio tutti i gruppi di minoranza da una parte e la maggioranza con il sindaco dall'altra, si è conclusa con un risultato di sostanziale parità. Perché se è vero che non è stato concesso il consiglio comunale urgente, che era stato richiesto dal capogruppo di Città Diversa Marco Cannito e che nelle intenzioni delle opposizioni avrebbe dovuto precedere la firma dell'accordo di programma (che resta fissata per lunedì prossimo), è altrettanto vero che il sindaco Alessandro Cosimi ha accettato di sottoscrivere un documento che impegna l'amministrazione a non compiere gli atti più importanti previsti dall'accordo stesso fino a dopo lo svolgimento del referendum. In pratica il sindaco ha garantito di non avviare tutte quelle procedure che richiedono il coinvolgimento del consiglio comunale: per esempio le varianti urbanistiche in tema di nuova viabilità o le varianti di destinazione d'uso per quanto attiene la vendita degli immobili dell'Asl. Il tutto è rimandato a dopo il referendum sulla localizzazione, sempre che l'esito sia favorevole all'amministrazione. In pratica, quindi, l'accordo di programma che verrà firmato lunedì in Municipio da Regione Toscana, Comune e Asl assumerà un carattere principalmente politico ma di fatto l'operazione nuovo ospedale rimarrà bloccata fino a metà ottobre, quando cioè si conoscerà l'orientamento degli elettori livornesi. E anche la procedura di gara per l'appalto dei lavori di costruzione del nuovo ospedale a Montenero sarà aperta solo dopo quella data. Insomma, tutto - o quasi - viene sospeso in attesa del responso delle urne. Ed ecco allora che quel pareggio di ieri a Palazzo Civico assume quasi il sapore di un successo per i gruppi di opposizione: mettiamola così, per le minoranze si è trattato di un pari ottenuto in trasferta e chi mastica un po' di calcio, comprenderà benissimo l'importanza di un simile risultato. Il documento in questione sarà messo a punto dal presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi e sarà sottoposto alla firma di tutti i capigruppo consiliari. Quanto alla richiesta che era stata avanzata da Marco Cannito, il presidente ha ritenuto di respingerla perché sostenuta dalle sole minoranze e respinta dalla maggioranza: era stato addirittura ipotizzata una seduta di domenica mattina, pur di anticipare la firma dell'accordo di programma sul nuovo ospedale. L'intesa raggiunta nella conferenza dei capigruppo è comunque stata giudicata positivamente dal sindaco. «Noi vogliamo essere rispettosi delle procedure - spiega Alessandro Cosimi - ma anche delle prerogative democratiche, e quindi del referendum. Firmeremo lunedì l'accordo di programma perché ci sono dei tempi da rispettare e perché non possiamo rischiare di perdere il finanziamento della Regione. Allo stesso tempo, non faremo nulla per condizionare l'attività del consiglio comunale in questi mesi che ci separano dal voto». LAMBERTI Questo voto sarà un'occasione per tutti GIANFRANCO LAMBERTI CAPOGRUPPO CONFRONTO Ho ancora nella mente il palchetto in piazza Garibaldi dal quale, tanti anni fa, incitavamo i livornesi a votare per il referendum che consegnava alle donne i valori difesi dalla legge 194. Una storia che viene alla mente raccogliendo, insieme a tanti altri volenterosi delle più diverse appartenenze politiche e culturali, su un banchetto improbabile, le firme per il referendum sull'ospedale a Montenero, ormai sui seimila. Lo facciamo, a volte, avendo nei pressi del nostro banchetto quelli per le firme per l'acqua pubblica. Una nota simpatica: spalla a spalla, ognuno con le sue firme da vidimare, anche con il mio giovane e bravissimo compagno di banco in consiglio e di banchetti per strada, Lorenzo Del Lucchese dell'Idv. Non ci vuole molto a capire che, ben al di là di rituali e poco rassicuranti affermazioni buone per ogni dibattito, ciò che spinge a firmare tantissimi nostri concittadini è la voglia di reagire e di essere padroni del proprio futuro. Poter dire la loro al di fuori dei vecchi schemi della vecchia politica. Non è certo antipolitica, anzi il contrario, visto che ci si vuole esprimere su una scelta così importante per la città. Il referendum è di tutti. E' la voglia di far sentire una voce. Ecco l'occasione che cercava il popolo dell'astensione a Livorno. Un rifugio comodo per tanti, ma smentita dal quorum raggiunto facilmente dai referendari. Livorno ha un'occasione, da non perdere, al di là di legittime diversità di opinioni sul nuovo ospedale a Montenero. Un'occasione che non può essere banalizzata: è la prima volta che si verifica a Livorno, una scelta apprezzata e sostenuta perfino dal Difensore civico, che l'ha sottoscritta. Non si capirebbero forzature, che rischierebbero di essere lette come atti ostili a migliaia di sottoscrittori, oltre che allo stesso consiglio comunale che si appresta a discutere la mozione proposta dal comitato referendario e sostenute da tutte le forze di opposizione. Si può aprire, al contrario, una stagione proficua per la città nella distinzione dei ruoli di ciascuno, ma disponibile al dialogo ed al confronto, lasciando poi che siano i livornesi a scegliere cosa fare, lavorando tutti al successo del referendum, ossia al fatto che vadano a votare in tanti e lo rendano utile. Il modo migliore per non rassegnarsi alle astensioni e per consentirci di ricordare senza troppa nostalgia quel palchetto in piazza Garibaldi e i tanti che vi si radunavano intorno. BETTINETTI Ma noi Pd abbiamo ascoltato la gente? DANIELE BETTINETTI CANDIDATO A SEGRETARIO DEL PD Per come la so io, quando si crea un comitato di protesta o si arriva al referendum, al di là dei pro e contro sui contenuti specifici, una cosa è sicura: queste rimangono le uniche modalità a disposizione dei cittadini quando le vie "normali" di rappresentanza politico-amministrativa in qualche modo hanno fallito o, per lo meno, non sono riuscite a farsi portavoce delle esigenze delle persone che vivono un territorio. Sul nuovo ospedale, da candidato alla segreteria dello stesso partito che da molti anni governa su questo territorio vorrei fare una considerazione quasi banale ma da cui non mi posso esimere. Mi riferisco alle diverse dichiarazioni pubbliche, anche da parte del segretario uscente, riguardo ad una sorta di inutilità o addirittura abuso dell'istituto referendario visto come una procedura e niente più. In primo luogo ricordiamo che dietro alla questione della scelta di dove posizionare la nuova struttura c'è un ridisegno di tutta l'offerta di servizi per la tutela della salute. Una grande questione che mette in discussione direttamente le capacità e le competenze della classe dirigente. E questo spiega l'interesse ed il significativo numero di firme raccolte dal comitato referendario, anche di iscritti ed esponenti dello stesso Pd. Mi chiedo, allora, dove sia stato in questi anni il Pd (prima Ds e Margherita) su queste questioni, che cosa sia prodotto come progetto in particolare negli ultimi due anni, che cosa si sia detto ai cittadini e, soprattutto quanto si sia fatto per ascoltarli. Direi che si aprirà con le primarie ed il congresso del Pd una grande opportunità per ricominciare ad ascoltare in modo nuovo la gente. Sminuire nel loro valore di sostanza le iniziative che sono, sì, estreme, come lo è un referendum, ma senza essersi fatti come Pd un serio e coraggioso esame di coscienza sulle nostre capacità come partito di aver ascoltato attentamente il territorio in cui viviamo rischia di essere poco sostenibile di fronte a così importanti questioni e può far perdere ulteriore credibilità ad una formazione come il Pd che, a ragione, si candiderà ancora a governare il territorio anche nei prossimi anni. Ascoltare le persone e le istanze dei cittadini indipendentemente dalle appartenenze dovrà essere un dovere per il Pd che dovremo contribuire a costruire, per tradurre l'ascolto in progetto concreto col coraggio di chi ha qualcosa di importante e credibile da dire.