La Regione lancia l'appello a collaborare. Per l'isola servono dai due ai sei milioni di euro Orsoni: finanziare la legge speciale. Il ministero: si impegni anche la Curia Ieri a Torcello i turisti hanno cambiato percorso. E se il campanile, chiuso da giovedì per rischio crollo, non è riuscito per la prima volta ad entrare nella lista delle «meraviglie veneziane» visitate dai turisti è entrato però nelle «stanze dei bottoni», dove è partita (almeno nelle intenzioni) la corsa ai fondi per il restauro. «La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, con le sue numerose segnalazioni sulla criticità del manufatto ha fatto quello che doveva per un bene artistico che per giunta non è di proprietà statale» ha detto Roberto Cecchi, segretario generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. «Adesso è il momento di dare la giusta attenzione alla ricerca delle risorse. Accanto a quelle che dovranno essere messe necessariamente da chi ne ha la proprietà, per far fronte ai costi potrebbe nascere una collaborazione di più enti, locali e nazionali, la Regione Veneto ha dimostrato già ieri un'apertura al problema, avviando un primo contatto con la Soprintendenza». Si pensa insomma ad una sinfonia a cinque mani, con la Soprintendenza e il Ministero dei Beni Culturali da un lato, e la Regione Veneto e il Comune di Venezia dall'altro, accanto alla Curia, prima proprietaria del bene artistico, con partecipazioni economiche da valutare, ovviamente, sulla base della spesa finale, stimata nelle prime ore dai 2 ai 6 milioni di euro. «Da parte della Regione Veneto c'è grande attenzione ha spiegato Marino Zorzato, assessore ai beni culturali della Regione ora bisognerà costituire un tavolo di discussione tra i soggetti interessati sia a livello locale che nazionale, ma sta alla Curia, proprietaria del manufatto, attivare la richiesta di incontro». Ma su questo punto e su possibili finanziamenti nazionali monsignor Antonio Meneguolo, delegato patriarcale per i beni culturali ecclesiastici aveva dimostrato già giovedì grande perplessità: «Lo stato non ci ha aiutati e ora facciamo appello anche a possibili sponsor privati aveva detto Venezia cade ormai a pezzi e le opere di restauro hanno bisogno di finanziamenti che ancora non si vedono o tardano ad arrivare». Finanziamenti statali bloccati e ultima trance del finanziamento della Legge Speciale attesa a Venezia, ormai da due anni, una situazione insostenibile sulla quale si è espresso ieri anche Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia: «Non posso che sentirmi mortificato dall'assoluta sordità con la quale i nostri appelli sul finanziamento della Legge Speciale, soldi indispensabili alla manutenzione della città, sono trattati». E intanto, mentre nelle stanze dei bottoni si valutano le possibili strade del finanziamento, a Torcello gli abitanti (ormai soltanto 16) ma anche i turisti e i visitatori hanno assediato ieri la parrocchia per avere notizie: «In molti mi hanno fermato oggi per strada per chiedermi cosa si può fare racconta don Ettore Fornezza, delegato patriarcale per Torcello una soluzione dev'essere trovata e non solo per il campanile, la chiesa di Santa Fosca ha delle crepe immense, quando piove l'acqua entra e poi piove dentro per 3-4 giorni, arrivati a questo punto credo che dovrebbero tirarsi su le maniche un po' tutti».
VENEZIA Subito un tavolo per salvare Torcello
La Regione Veneto ha lanciato un appello per finanziare la legge speciale per il restauro del campanile di Torcello, che è stato chiuso per il rischio di crollo. Il ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha espresso il suo sostegno e ha invitato la Curia a attivare la richiesta di incontro per discutere della collaborazione. La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici ha segnalato la criticità del manufatto, che non è di proprietà statale. La Regione Veneto ha già avviato contatti con la Soprintendenza e si pensa a una collaborazione di più enti, locali e nazionali. Il costo del restauro è stimato tra i 2 e i 6 milioni di euro.
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