Ma l'assessore Polato frena: «Siamo solo agli inizi, bisogna attendere i decreti attuativi» Da Castelvecchio alle Porte, dall'ex caserma Riva di Villasanta alle cinta magistrali VERONA L'assessore comunale al Patrimonio, Daniele Polato, ha partecipato personalmente, al fianco del sottosegretario Aldo Brancher e all'onorevole Matteo Bragantini a tutta la fase preparatoria del «federalismo demaniale». E si prepara a gestirne gli effetti pratici per la nostra città. Che diverrà proprietaria di immobili per milioni di euro: dalle mura magistrali (comprese le Porte storiche) a Castelvecchio, da Boscomantico a forte Lugagnano dall'ex caserma Riva di Villasanta a quella di Santa Caterina A fino a (forse) l ' a mp l i s s i mo , splendido c o mp e n d i o su cui sorge l'Educandato agli Angeli, valutato da solo oltre 13 milioni di euro. Patrimonio Con il federalismo demaniale Verona otterrà la gestione di strade ed edifici storici. A destra l'assessore Daniele Polato Ma il condizionale è d'obbligo, e Polato spiega perché. «In realtà - dice l'assessore - siamo ancora alla fase iniziale, quella della cornice legislativa. Adesso dovranno arrivare tutti i decreti attuativi. Il demanio sta facendo l'elenco "vero" dei beni. Quando avremo in mano quell'elenco, anche con l'aiuto del vicepresidente dell'Anci, Montagnoli, oltre a quello preziosissimo di Brancher e Bragantini, partirà la fase attuativa». Ma un'idea di base c'è già? «Il governo stralcerà gli immobili di suo interesse. Quelli della Difesa sono stati già tolti (Riva di Villasanta e Santa Caterina A, quell'immobile in zona Pestrino che spesso muriamo, per evitare occupazioni abusive, sono già passati dalla Difesa al Demanio). Di lì si parte». Ma voi avete già avanzato richieste? «Abbiamo segnalato in primo luogo la cinta magistrale: 9 chilometri e mezzo di mura, oggi in concessione al Comune (che paga un canone allo Stato). E poi Castelvecchio, che manterrà ovviamente la stessa destinazione, visto che ospita il Museo. Abbiamo poi i forti: da forte Lugagnano a forte Preare a forte Santa Caterina, che sono in stato di abbandono. Se potremo affidarli, chessò, ad associazioni d ' A r ma, per esempio a quella dei marinai che ha uno sfratto in essere, diventerebbe anche una forma di recupero conservativo». Si è parlato anche di strade, e Polato fa un esempio: «Diverse arterie sono demaniali, e vogliamo acquisirle tutte. Vi ricordate il parcheggio ipotizzato tra la Passalacqua e l'Università? Non fu fatto perché il Demanio disse no alla precedente giunta. Fosse stato del Comune». L'Ospedale militare? «No, quello fa parte della partita con la Difesa». Pagheremo in qualche modo queste acquisizioni? «Solo in un caso - spiega Polato - e cioè se l'immobile produce un reddito. Leggo sul Corriere Veneto che in un elenco reso pubblico dall'onorevole veneziano Stradiotto c'è anche l'Educandato agli Angeli. Io non ne ho finora sentito parlare ma, se fosse vero, quell'immobile produce un reddito, che è l'affitto pagato dall'Istituto. Diventasse nostro, lo Stato potrebbe detrarre dai suoi trasferimenti al Comune di Verona una cifra pari all'affitto che il Comune verrebbe ad incassare». C'è l ' ipotesi di vendere qualcuno di quegli immobili? «No - risponde l'assessore - sono tutti ampiamente vincolati dalle Sovrintendenze. E quei vincoli ovviamente resteranno intatti».
FEDERALISMO DEMANIALE. E Verona incamererà strade ed edifici storici
L'assessore comunale al Patrimonio, Daniele Polato, ha partecipato alla fase preparatoria del federalismo demaniale a Verona. La città otterrà la gestione di strade ed edifici storici, ma il condizionale è d'obbligo. Il demanio sta facendo l'elenco "vero" dei beni, e quando avremo l'elenco, partirà la fase attuativa. Il governo stralcerà gli immobili di suo interesse, come quelli della Difesa. La città ha avanzato richieste per la gestione di immobili come la cinta magistrale, Castelvecchio, i forti e strade demaniali. Il Comune potrà pagare un canone per l'acquisto di questi immobili se producono un reddito.
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