Dassatti: temo per noi l'effetto-Grecia. Per ora si tratta soltanto di gossip normativi NAPOLI «Per ora sono solo gossip normativi, ripassi quando il dibattito sarà entrato nel vivo». Al suo tavolo di lavoro, assistito dal fido comandante Stefano Porciani, l'ammiraglio Luciano Dassatti, presidente dell'Autorità Portuale, respinge con un sorrisetto ironico il tentativo di parlare di federalismo demaniale e porto. Cosa perderete? Le vostre competenze subiranno modifiche? E la vostra autonomia finanziaria? A questa domanda Dassalti sobbalza: «Ecco, se temiamo una cosa è il rischio che si spalmi anche sul nostroterritorio l'effetto-Grecia. Per questo abbiamo salutato con favore la decisione della signora Merkel che ha colpito le vendite allo scoperto che favoriscono la speculazione». Non prevede, quindi, cessioni di territori e di manufatti? «No, lo escludo. Il problema che riguarda i porti di importanza internazionale come il nostro è trovare un punto di sintesi sulle competenze. I porti regionali, penso a Torre del Greco, a Torre Annunziata, a Pozzuoli e a Ischia potrebbero, invece, subire scossoni». Il vostro ente di riferimento quale sarà? «A giudicare dalla piega che ha preso il dibattito pensa che sarà il Comune e fiorse perfino le Circoscrizioni se dovesse prevalere il criterio di affidarsi alle struttuire territoriali più «vicine», ma la governance resterà alla Regione». Sarete costretti a una dieta dimagrante per il personale? «È da escludere. Il nostro organico si compone di 112 unità e siamo sotto il minimo tabellare perchè potremmo avere fino a 130 dipendenti. Temiamo piuttosto che, in ossequio alle teorie del Ministro Brunetta, si inciderà sul Comitato portuale». In che senso? «Che so, le rappresentanze sindacali potrebbero essere snellite: da sei a una o due, ma anche questo è gossip e preferisco tenermene alla larga». Che cosa teme di più? «Il vero pericolo è che dallo Stato arrivino meno finanziamenti, ma sarà incentivata la possibilità di negoziare con gli investitori privati la possibilità di accelerare alcune opere. Ponti d'oro se i soldi li mettono loro, li recupereranno in termini di canone, con una forte riduzione, e di validità del titolo di concessione, che sarà notevolmente aumentato. Da venti a trenta anni, ad esempio». Quali opere potrebbero andare in dirittura d'arrivo? «Beh, sicuramente la darsena di levante per la quale siamo in società con Conateco. Se il discorso con il partner privato sarà perfezionato, è possibile ipotizzare che a luglio potrebbero iniziare i lavori». Qualche altra novità in cantiere? «Sono nemico della burocrazia, ma posso dire che abbiamo sveltito al massimo le pratiche per l'acquisto di un nuovo bacino galleggiante. Nuovo o usato Rina Industry deve trovarlo e così risolveremo un altro problema angoscioso».