MILANO Ci sono gli animali, da salvare. Ci sono le piante. E ci sono i luoghi. L'Italia da salvare secondo il Wwf: dal Delta del Po alla Maremma, dal Cilento alle dune di Piscinas, dalle abetine abruzzesi alle Isole Egadi. E ancora: dal Tagliamento ai Monti della Tolfa, dallo Stretto di Messina alle steppe sarde. Sono loro le dieci cattedrali italiane della biodiversità di cui domani si celebra la giornata mondiale. Un patrimonio dal quale in Europa dipende il 16,6 dei posti di lavoro. E la cui distruzione, nel 2050, potrebbe costare all'Europa circa 1.100 miliardi di euro l'anno, il 4 del Pil comunitario. Nell'anno della biodiversità, dice un recente rapporto dell'Eurobarometro, solo il 38 degli europei conosce il significato di questa parola, un altro 28 conosce il termine ma non il suo significato. Sono invece centinaia i lettori di Corriere.it che non solo hanno dimostrato di sapere ma hanno anche segnalato in prima persona la loro cattedrale della biodiversità. Il Wwf ha messo in fila e analizzato le diverse indicazioni, quindi ne ha scelte dieci: la mappa è stata inserita nel libro l'«Italia da salvare» presentato ieri a Roma in apertura della Conferenza nazionale della biodiversità. Ciascuno dei dieci luoghi da salvare ospita almeno una delle 23 specie italiane a rischio inserite nella lista rossa del Wwf. C'è il Tagliamento: l'ultimo fiume alpino che ha conservato quasi ovunque condizioni di naturalità ma è ancora «minacciato da insensati progetti di messa in sicurezza». Ci sono il Delta del Po e le lagune venete: «una delle zone umide più importanti d'Europa», «uno degli ecosistemi più preziosi del Mediterraneo per la presenza di moltissime specie di uccelli nidificanti e migratori» alle prese con diverse forme di inquinamento. E c'è la Maremma tosco-laziale, con il suo particolare mosaico ambientale ricco di uccelli, mammiferi, pesci, insetti e fiori. A soli 40 chilometri da Roma ecco i rapaci, gli anfibi e le orchidee dei Monti della Tolfa dove la minaccia è rappresentata dal bracconaggio ma anche dall'abbandono della tradizionali attività agro-pastorali. Nelle abetine abruzzesi e molisane specie simbolo tra cui l'orso, il lupo e il camoscio appenninico. Nel Cilento lontre, lupi e alberi millenari. Lo Stretto di Messina è indicato come un importante luogo di passaggio della biodiversità: dagli uccelli migratori ai cetacei e ai pesci pelagici. Testimoni delle 300 piccole isole del Mediterraneo le Egadi con i recenti avvistamenti della foca Monaca. Due i luoghi sardi: le dune di Rio Piscinas, alte anche 100 metri, dove al tramonto è possibile vedere i cervi sardi, e le steppe di Ozieri, Campeda e Macomer abitate da galline prataiole e occhioni.
Dal delta del Po al Cilento, dieci luoghi da salvare
L'Italia è ricca di biodiversità, con 10 "cattedrali" che ospitano almeno una delle 23 specie italiane a rischio. Il Wwf ha selezionato questi luoghi per la loro importanza ecologica e per il loro potenziale di perdita economica se non salvati. Tra i luoghi selezionati ci sono il Tagliamento, il Delta del Po, la Maremma tosco-laziale, i Monti della Tolfa, le abetine abruzzesi e molisane, il Cilento, lo Stretto di Messina, le Isole Egadi, le dune di Rio Piscinas e le steppe di Ozieri. Questi luoghi ospitano una grande varietà di specie, tra cui uccelli, mammiferi, pesci e insetti.
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