MILANO «Le Regioni in dissesto ricevano il patrimonio dallo Stato soltanto se in grado di valorizzarlo per ridurre il loro debito». Luca Zaia, il neo governatore leghista del Veneto, esulta per il federalismo demaniale, il passaggio alle Regioni e agli enti locali di edifici, spiagge, fiumi e laghi. Ma aggiunge: «Il patrimonio va meritato». Presidente, che significa? «Significa che io sono perfettamente d'accordo con Giorgio Napolitano: il federalismo non può che essere assunzione di responsabilità. E dunque, è impensabile che una Regione dissestata possa utilizzare i beni che riceverà per qualsiasi uso che non sia il rientro dai debiti». Luca Zaia Il governatore del Veneto: «L'arrivo del federalismo demaniale è una svolta di grande portata: gestiremo beni che ora sono una nostra risorsa e non un onere» Guardi che ora molte regioni in dissesto sono amministrate dal centrodestra... «Non importa. Sono certo che l'amico Giuseppe Scopelliti, il presidente della Calabria, sia d'accordo con me. Anzi, io penso sarebbe necessario vincolare tutti a questo principio». Ma ora che avete laghi e spiagge, che cosa ne farete? «Cambia il mondo. C'è il fatto simbolico per noi fondamentale di un patrimonio che torna ai legittimi proprietari. Ma dal punto di vista concreto, è cosa di portata immensa. Lei sa che dei 62 milioni di turisti che ogni vengono in Veneto, in 32 milioni vanno sulle spiagge?». E dunque? «Dunque potremo fare nuovi ragionamenti sulle concessioni privilegiando progetti di qualità, potremo gestire certi beni sapendo che sono una nostra risorsa e non soltanto un onere, saremo in grado di ragionare in modo prospettico per fare anche un po' di marketing del territorio... ». Il simbolo della vicenda è il lago di Garda. Andrete d'accordo con la coproprietaria Regione Lombardia? «Senza dubbio. Già oggi condividiamo progetti rivieraschi comuni. E peraltro il Garda si vende da sé, si dice Gardasee o Garda lake, non è caratterizzato in modo regionale». Parliamo di politica. In Veneto, nel Pdl ci sono seri problemi. E le recenti elezioni in Friuli e Trentino hanno visto il Pdl arretrare e voi avanzare. Questo non rischia di mettere sotto stress l'alleanza? «Io vorrei che per tutti fosse chiaro il fatto che questo è un periodo rivoluzionario. Senza precedenti. La Lega non ha alcun interesse in un Pdl debole, perché noi siamo convinti che questa alleanza possa avere la forza per realizzare tutti i cambiamenti necessari. Anzi, io spero anche in un'opposizione più forte, perché anche un'opposizione debole è un problema. In ogni caso, io credo che la cosa più importante è visibile è il rapporto tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi». La candidatura di Venezia alle Olimpiadi è stata bocciata. Lei ha detto che la cosa non è ancora finita. Ne è davvero convinto? «Assolutamente sì. Venezia neppure è stata ammessa alla votazione. Io penso che almeno gli sport acquatici siano una possibilità non solo percorribile, ma anche utile alla miglior riuscita delle Olimpiadi. Per questo, è ora che la parola torni alla politica. E vi assicuro che io non lascerò alcuna strada intentata».