Approvato dal Consiglio dei ministri il decreto con il quale lo Stato cede il più grande bacino lacustre della nazione Occorre però l'accordo tra le tre amministrazioni Zaia: «L'intesa c'è e abbiamo già molti progetti» Giorgetti: «Bisognerà ragionare e mettere vincoli» Gestione e proprietà del lago di Garda passeranno dallo Stato alle Regioni. È stato compiuto ieri, infatti, l'ultimo passaggio del decreto sul federalismo demaniale con l'approvazione del Consiglio dei ministri. Voto scontato, poiché il decreto era proposto dal governo e dopo aver avuto l'approvazione dalla conferenza Stato-Regioni, l'altro ieri ha ricevuto l'ok anche dalla bicamerale. L'evento è di portata storica, poiché lo Stato cede il più grande lago d'Italia. Il passaggio è stato voluto dalla Lega Nord, che ha puntato i piedi in bicamerale portando all'approvazione della maggioranza l'emendamento, (proposto dal sottosegretario all'Economia e presidente della Provincia di Brescia, Daniele Molgora), con cui si trasferiscono anche i laghi che bagnano più Regioni, a differenza dei fiumi, (inizialmente richiesti anch'essi dalla Lega) come Po, Tevere e Adige, che invece rimarranno in capo allo Stato. Laghi interregionali che di fatto si riducono al Garda e al Maggiore. Battaglia leghista quindi, che si è concentrata sostanzialmente sul Garda, (rinunciando al Po) e trasformando così il lago in una bandiera del federalismo. Il trasferimento alle Regioni, però, potrà avvenire solo se queste saranno d'accordo. Intesa anch'essa data per scontata, come conferma l'assessore regionale Massimo Giorgetti che dice: «La Regione, è chiaro, accetterà tutto quello che le verrà dato, ma è ovvio ci sarà un problema di gestione. Già ora abbiamo tutte le competenze, come ad esempio sulla navigazione delle imbarcazioni, con regole diverse però tra le Regioni. Il Trentino infatti ha vietato sul suo territorio la navigazione a motore e i provvedimenti possono essere presi solo quando approvano tutte e tre le Regioni». E prosegue: «Cosa cambia ad avere la proprietà di rive, argini o altri beni che sono inalienabili? Altro esempio: ci sono ancora tantissimi vecchi tiro a segno o basi militari che sono vicini ai paesi e conservati benissimo paesaggisticamente. In quelle aree è meglio farci un parco o farci delle villette? Bisognerà ragionarci su e mettere dei vincoli», conclude Giorgetti. Tra i beni demaniali che verranno trasferiti a Regioni, Province e Comuni ci sono anche spiagge, canali, parchi, caserme e tutto ciò che ricade sul demanio e in gioco ci sono milioni di euro di concessioni. Peschiera ha un enorme patrimonio demaniale di caserme e forti militari. Il sindaco Umberto Chincarini dice: «Più gente si occupa di Peschiera meglio è, perché fino ad ora abbiamo dovuto sempre arrangiarci. È giunto il momento di valorizzare insieme il patrimonio straordinario di Peschiera. Negli anni abbiamo lavorato con la Soprintendenza perché venissero posti dei vincoli ai beni storico-monumentali. Abbiamo anche sottoscritto un protocollo con il ministero dell'Economia, attraverso l'Agenzia del demanio di Roma, proprio per la destinazione dei beni. Ora dovremo spostare il protocollo alla Regione, che però è più vicina e quindi penso sarà meglio». E prosegue: «Sono 10 anni che predico venga anche istituita per la gestione delle acque un' autorità del Garda, sganciandola da quella del Po, forse ora ci riusciremo», conclude Chincarini. Antonio Pasotti, sindaco pro tempore di Garda e presidente dell'Ugav, si dice contento del passaggio. «Accogliamo favorevolmente il decreto perché avvicina la realtà territoriale alle Regioni: Roma è troppo lontana. Se poi la gestione dei demani passerà ai Comuni, ci sarà grande opportunità economica». Parere discorde invece da Giuseppe Campagnari, consigliere provinciale di Sel e Federazione della sinistra, che interviene con una nota dicendo: «Sono altre le priorità per il lago, la qualità delle acque e il malfunzionamento del collettore in prima linea. Ma anche tutela del paesaggio contro l'assalto del cemento, oppure garanzia di adeguate risorse ai Comuni. Solo un ambiente tutelato e conservato può garantire futuro all'economia del lago e il benessere dei gardesani». Ma la Regione Veneto troverà un accordo con gli altri enti interessati sul lago di Garda? Ne è convinto il governatore Luca Zaia, che dice: «Assolutamente sì. Chiederemo allo Stato che la gestione del lago di Garda passi alle Regioni e troveremo un accordo con Lombardia e Trentino: l'intesa c'è senz'altro. Abbiamo già molti progetti rivieraschi condivisi». Quanto al passaggio del testo sul federalismo demaniale in Consiglio dei ministri, «è una grande tappa», aggiunge Zaia.