Ma guai a citare solo il capoluogo. Dovrebbe comprendere anche Prato e Pistoia Tra l'abolizione delle province inserita nel programma del Pdl e ormai sostenuta soltanto da Gianfranco Fini e la proliferazione delle micro comunità provinciali a lungo sponsorizzata dal centrosinistra, spunta la terza via toscana delle fusioni e razionalizzazioni. A partire da quella della Toscana Centrale, la superprovincia di Firenze, appena lanciata dall'assessore al bilancio Riccardo Nencini che dovrebbe inglobare anche quella di Prato e quella di Pistoia. Così come sono frammentate le provincie non riescono più ad andare oltre il poltronificio autoreferenziale. E se arriva davvero il federalismo fiscale, i microfinanziamenti non permetteranno di portare avanti grandi progetti. Così, visto che ormai il pericolo di cancellazione, come ha gridato lo stesso premier a Fini durante la prima direzione nazionale del Pdl, è stato superato «e basta non farne di nuove», tanto vale cercare di razionalizzarle quelle che ci sono. E allora, ancora una volta la nuova ricetta per la sinistra in cerca di idee arriva dalla Toscana. Non dal neogovernatore Enrico Rossi ma da suo assessore ai rapporti istituzionali e al bilancio nonché segretario nazionale del Partito socialista italiano, Riccardo Nencini. Dopo aver proposto di far riunire la giunta regionale una volta al mese in una provincia diversa e doppo aver contribuito al rinnovo del patto dello sviluppo con il territorio che prevede un coordinamento di progetti extraprovinciali su lavoro, formazione e infrastrutture, Nencini ha lanciato il al nuovo progetto che dovrebbe segnare l'intera legislatura. Si tratta della super provincia di Firenze, ma guai a citare il solo capoluogo, denominata provvisoriamente provincia della Toscana centrale che vede di nuovo insieme al capoluogo regionale sia il territorio di Pistoia diventata provincia nel 1927 che quello di Prato, diventato autonomo nel 1992. Così com'è polverizzato il territorio non riesce a essere più competitivo con le altre grandi aree metropolitane e Firenze, da essere stata una capitale è ormai ridotta a meta turistica e null'altro. «È in gioco il futuro della Toscana», ha detto l'assessore, «rinunciando a vivere del passato e guardando al futuro. Metà della popolazione toscana vive qui e molto del Pil regionale nasce qui. E Firenze, che è una città del mondo, non solo la capitale della Toscana ci sta dentro». Dal processo di fusione che dovrà superare tutti i campanilismi nascerebbe una provincia con 1.506.098 abitanti e 73 comuni. Ma soprattutto spunterebbe una nuova via che potrebbe cavalcare il centrosinistra anche nelle altre parti d'Italia contro la confusione che regna nella maggioranza.