Il prefetto dell'Urbe abitava in riva all'Arno Una scoperta archeologica senza precedenti a Capraia e Limite è destinata a rivoluzionare i contenuti dei manuali di storia antica. Un gruppo di giovani archeologi dell'Università di Pisa, guidato da Federico Cantini, ricercatore del dipartimento di scienze archeologiche, è al lavoro nello scavo, programmato da tempo con la Soprintendenza archeologica per la Toscana, di un'area situata poco dietro l'abitato della Castellina di Limite, lungo la strada che conduce a Castra, poco prima dell'inizio della salita. Lo scavo sta dando molto più dei risultati sperati e le forme di una monumentale villa romana del periodo imperiale già si possono osservare in tutta la loro maestosità. «Le prime notizie di presenze archeologiche interessanti in quest'area - ha affermato Federico Cantini - risalgono agli anni Ottanta del Novecento, quando durante una serie di lavori edili affiorarono strutture murarie di epoca romana. Recentemente abbiamo effettuato indagini con nuove tecniche magnetometriche e i risultati ci hanno indotto a programmare uno scavo. Stiamo riportando alla luce diverse fasi di costruzione e frequentazione di una villa imponente, una struttura di dimensioni straordinarie non solo per questa zona. I materiali più antichi che stiamo ritrovando per ora appartengono alla tarda età imperiale, ma lo scavo sta riservando molte sorprese. Abbiamo riportato alla luce un edificio absidato, probabilmente lo spogliatoio dell'area termale della villa, considerato che sono tornati visibili anche i tubuli attraverso i quali veniva trasportata l'acqua, ma potrebbe pure trattarsi di un grande salone di rappresentanza del patronus della villa». Ed è a proposito di questo, del proprietario del grandioso complesso, che è arrivata la sorpresa più importante. «Nella struttura semicircolare destinata a ospitare una vasca fontana, preceduta da un'area pavimentata, è stata rinvenuta un'epigrafe nella quale si legge il nome del proprietario della villa, Vezio Agorio Pretestato; per capirne la statura, basti pensare che Vezio Agorio Pretestato è citato da molti autori latini come personaggio di primo piano nella Roma del IV secolo». Il nome ha il potere di far sobbalzare sulle sedie gli studiosi di storia romana. Si tratta di un personaggio molto noto, ricchissimo, morto alla fine del IV secolo dopo Cristo, che faceva parte della cerchia di aristocratici conservatori cultori della vetustas e difensori del paganesimo contro l'avanzata incalzante del cristianesimo. Da prefetto dell'Urbe fece erigere il tempio ai 12 protettori della città nel 367 D.C. Il fatto che sia possibile collegare la villa a un personaggio di questo calibro apre uno scenario entusiasmante per l'intero territorio. L'amenità del luogo, situato nelle vicinanze dell'Arno, in una piana incantevole, sulle sponde di un ruscello, giocò un ruolo importante nella scelta di Pretestato di farsi costruire la villa. Il buon gusto non gli mancava.