Cercare un libro nell'epoca del «tutto e subito» che ci promette ossessivamente la comunicazione commerciale fa emergere in modo drammatico la differenza tra le immense potenzialità informative delle biblioteche e l'effettiva possibilità di raggiungere anche qui quel livello di prestazioni. Le promesse della pubblicità non sempre sono mantenute ma questo è un altro discorso. Forse qualche bibliotecarioed anche più di un intellettuale azzarderebbe ad osservare che le biblioteche sono cosa diversa da un servizio commerciale e si metterebbe l'anima in pace. Io, proprio da bibliotecario, credo invece che le aspettative di donne e uomini, e in. modo particolare i bambini, di veder funzionare anche le biblioteche coi ritmi, gli orari, i tempi, la qualità, l'affidabilità alla quale i servizi commerciali sono spinti dalla concorrenza (laddove c'è) siano una sfida da raccogliere se crediamo nella nostra professione. Le biblioteche italiane si sono cominciate a misurare con questi problemi fin dall'inizio degli anni '80, con l'avvio del Servizio Bibliotecario Nazionale basato su una rete dì computer che contengono i cataloghi di oltre duemila di esse (su 15.000 circa). Ma il vero dramma è la scarsissima considerazione per il fattore tempo che caratterizza la nostra amministrazione pubblica, dalla quale gran parte delle biblioteche è gestita. L'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune attraverso l'Istituzione Biblioteche di Roma ha avviato numerosi progetti, che hanno migliorato notevolmente le prestazioni delle nostre 31 biblioteche ma gli obiettivi sono ben più ambiziosi: negli ultimi due anni sono state aperte cinque nuove biblioteche ed altre tre apriranno entro il 2006 con un incremento adeguato di personale. La vera svolta rispetto alle legittime aspettative che sono state espresse anche ieri da Antonio Debenedetti e prima da Paolo Fallai è costituita dal portare a sistema l'enorme patrimonio bibliografico della capitale. Fare in modo che per il cittadino entrare in una biblioteca della nostra città sia come entrare nella finale di una banca. Così come si può fare un bancomat indipendentemente dalla banca presso la quale risiede il nostro conto, cosi si deve poter disporre il più velocemente possibile del documento che ci interessa senza doverci interrogare su regolamenti, ente proprietario della biblioteca etc. Tutto ciò è possibile ed accade in molte realtà metropolitane come New York, Amsterdam, Monaco dove in molti casi il libro desiderato ti viene portato nella biblioteca da te indicata entro poche ore o al massimo qualche giorno. Anche a Roma, se andiamo sul sito www.bibliotechediroma.it troviamo un bottone («Nel catalogo virtuale dei libri di Roma») che ci fa entrare nel portale «I libri e le città: Roma», nato da un protocollo sottoscritto nel 2002 tra il Sindaco di Roma Walter Veltroni ed il Ministro per i Beni e Attività Culturali Giuliano Urbani la cui gestione è a carico del Ministero col nostro supporto. Nei programmi di quel protocollo vi è addirittura la possibilità di localizzare progressivamente non solo i libri posseduti dalla gran parte delle biblioteche di tutta la città ma anche quelli disponibili nelle principali librerie. Già ora, utilizzando quel portale, si possono localizzare i libri catalogati da 140 biblioteche della città, oltre quelle comunali. Al di là dell'auspicabile completamento rapido della fase di avvio di questo servizio credo che la strada tracciata da quel protocollo debba essere percorsa fino in fondo mettendo in comune non solo i cataloghi ma soprattutto i servizi! Sono certo che le competenze professionali dei bibliotecari romani sono in grado di produrre questi risultati. Occorrono però anche risorse ed investimenti sia nella formazione che nella promozione dei servizi e determinazione a livello politico ed istituzionale per condividere concretamente questi obiettivi almeno a scala provinciale in una visione di «città metropolitana delle biblioteche» che già oggi sarebbe possibile realizzare mettendo intanto a fattor comune il tanto che c'è.
Biblioteche, bisogna condividere i servizi
L'autore, bibliotecario, critica le promesse della pubblicità e le aspettative dei cittadini, in particolare dei bambini, di utilizzare le biblioteche come servizi commerciali. Le biblioteche italiane si sono messe a misurare con questi problemi negli anni '80 con il Servizio Bibliotecario Nazionale. Tuttavia, il vero dramma è la scarsa considerazione per il fattore tempo nella gestione pubblica. L'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma ha avviato progetti per migliorare le prestazioni delle biblioteche, ma gli obiettivi sono più ambiziosi.
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