All'indirizzo www.louvre.fr, il Louvre regala visite guidate al museo virtuale tridimensionale completo di tutte le opere e dimostra di credere nell'uso di Internet come mezzo di divulgazione dell'arte e motore di pubblicità. Da casa propria, in ogni angolo del mondo, chiunque può così avere una buona approssimazione dei tesori parigini. Non può dire lo stesso chi va all'indirizzo www.uffizi.firenze.it, sito ufficiale della Galleria degli Uffizi, il numero uno dei musei italiani dov'è esposto, tra altri capolavori, il David di Michelangelo. «Primitivo nella grafica e povero di contenuti, il sito degli Uffizi è un'occasione mancata» dice Fabio Ciotti, esperto di computer e collaboratore del Centro di informatica dell'Università romana La Sapienza. «Dovrebbe essere il biglietto da visita di uno dei principali musei del mondo, invece è un prodotto fermo alla tecnologia dei primi Anni Novanta». Co-autore di Internet 2000, il più famoso dei manuali per l'uso della Rete, edito da Laterza, Ciotti conosce bene il mondo dei musei virtuali italiani. Un mondo, a suo dire, desolante. «Se si escludono il sito veneziano di Palazzo Grassi (www.palazzograssi.it), quello torinese del Castello di Rivoli (www.castellodirivoli.torino.it) e pochi altri, il panorama è triste». Questo panorama Bill Gates promette di rallegrarlo. Le recenti vacanze romane del fondatore di Microsoft hanno dato un contributo alla causa della cultura italiana online. Durante il suo tour di fine gennaio, il «capo architetto del software» di Redmond ha offerto aiuti al governo italiano per la realizzazione di una nuova impresa. «Un portale Internet da cui sarà possibile collegarsi a tutti i siti culturali italiani», dice Fabio Falzea, responsabile marketing di Microsoft Italia. «Il nostro contributocontinua Falzea ammonterà a molti milioni di euro». Per partecipare al portale della cultura i musei dovranno migliorare la qualità dei loro siti e per farlo avranno bisogno di tempo. «E' un progettodice Falzea che darà a Microsoft un grande prestigio, ma è anche di difficile realizzazione. Se tra dieci anni avremo già messo in Rete tutta o quasi l'arte italiana potremo dirci più che contenti». Rende, per ora, abbastanza tristi la scoperta che il sito Internet ufficiale della Galleria degli Uffizi è stato creato nel 1994 da due obiettori di coscienza impegnati nel servizio civile e da allora è rimasto, sostanzialmente, tale e quale: guida turistica online povera di contenuti e rudimentale nella grafica. Il primo museo di Firenze e d'Italia, uno dei più grandi al mondo, concentrato di meraviglie del Rinascimento, ha un sito Internet da dilettanti. Ad ammetterlo è uno dei suoi due creatori, Marco Cappellini, nel 1994-95 in servizio civile alla Galleria degli Uffizi e oggi direttore di Centrica, società toscana produttrice di siti Internet. Secondo Cappellini la cattiva condizione degli Uffizi online dipende dalla poca confidenza che con Internet hanno, in genere, i responsabili dei musei italiani. «Chi lavora nei musei dice Cappellini ha spesso poca dimestichezza col computer e di Internet non sa bene cosa farsene rinunciando così alla possibilità di promuovere via web, e quindi in tutto il mondo, il patrimonio artistico di cui dispone». D'accordo con Cappellini è Claudio Chetta, consulente per l'informatica del ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. «Per lanciare la cultura italiana via Internetdice Chetta servono dirigenti nuovi, bisogna reclutare menti fresche». Un passo inevitabile, secondo Chetta, sarebbe il rinnovo del personale alla guida dei musei, integrato con manager capaci di usare il computer e di promuovere l'arte italiana nel mondo. Altrimenti si continua ad avere prodotti come www.uffizi.firenze.it o www.vatican.va sito Internet del Vaticano con una sezione dedicata ai musei e destinata, a quanto pare, a rimanere vuota per l'eternità. Prodotti lontani mille miglia da capolavori virtuali del calibro di quanto offrono il British Museum (www.britishmuseum.ac.uk), il Metropolitan Museum of New York (www.metmuseum.org), il Moma (www.moma.org) e la Guggenheim Foundation (www.guggenheim.org), oltre al già citato Louvre, ricchi di informazioni sul museo, mappe delle sale, schede delle opere, visite virtuali e fotografie tridimensionali. I passi da fare, in Italia, sono molti ma la voglia di cambiare c'è e coinvolge anche il sito degli Uffizi, il cui piano dì rinnovo è stato presentato nel 2000 dalla Centrica di Marco Cappellini ma è ancora lontano dal punto d'arrivo. «Speriamo di essere pronti per la primavera di quest'anno, anche se dice Marco Cappellini dobbiamo ogni giorno fare i conti con l'arretratezza di qualche pubblico amministratore e con la mancanza di fondi». Sull'entità dei fondi da destinare all'arte online il Ministero della Cultura non si sbilancia. «Le risorse economiche messe a disposizione dal ministero, da Microsoft e da altre aziende private saranno definite entro fine febbraio» dice il consulente del ministro Urbani, Claudio Chetta. Non basteranno, comunque, a completare l'opera. «Per avere online tutta l'arte italiana servono dice Chetta circa due miliardi di euro e per ora, nonostante l'aiuto di Bill Gates, non possiamo promettere miracoli».