In sintesi: non si tagliano le tasse perché c'è la crisi finanziaria mondiale. Così si è espresso il presidente del Consiglio. Avrebbe dovuto asserire, se fosse ancora quello della «discesa in campo»: c'è la crisi, quindi si tagliano le tasse. Il rilancio dell'economia passa per il dimagramento dell'apparato pubblico. Lo sviluppo si attua riducendo la pressione fiscale. Il rinviare il promesso taglio fiscale, quale ne sia il pretesto, non giova all'economia, ai produttori, ai consumatori. Serve ai burocrati, ai politici, ai sindacalisti, agli apparati. Che poi il federalismo fiscale non abbia costi, ma addirittura porti risparmi, sarebbe bene lasciarlo dire a Roberto Calderoli, il quale ieri si è di nuovo sbracciato in tal senso. Si lascino stare, per cortesia, esempi storici fondati su Stati nati per aggregazione, dalla Svizzera alla Germania. Si guardi, invece, all'esperienza italiana, esatto opposto di quanto con sicurezza (o sicumera?) sostenuto da Berlusconi: secondo lui, per attuare il federalismo fiscale e controllare i contribuenti, «i Comuni non dovranno certo accedere a nuove assunzioni». Guardi, per cortesia, all'esperienza federalista già disgraziatamente patita in Italia, dalla prima Regione a statuto speciale (Sicilia, 1947) alle quindici a statuto ordinario (1970). È tutto un susseguirsi di assunzioni, sedi, strutture, e insomma spese su spese. Altro che risparmi! Sulla carta tutto filerebbe: il contribuente paga all'ente più vicino, che bada a tutte le necessità, tolte quelle cui pensa l'ente superiore. Sulla carta. Siamo in Italia, con migliaia di Comuni-polvere, enti intermedi a iosa, una tradizione consolidata di spese inutili, una burocrazia che perpetua sé stessa, creandone anzi altra. L'unica risposta sarebbe stata l'esatto opposto: in vista dei danni che potrà creare il federalismo (fiscale, ma non solo), pensiamo a diminuire il carico tributario.
Federalismo virtuoso se si tagliano le tasse
Il presidente del Consiglio ha espresso la sua opinione sul taglio delle tasse in relazione alla crisi finanziaria mondiale. Ha affermato che il rilancio dell'economia passa per il dimagramento dell'apparato pubblico e lo sviluppo si attua riducendo la pressione fiscale. Il taglio delle tasse è considerato necessario per ridurre la pressione fiscale e stimolare l'economia. Il federalismo fiscale è stato discusso, con alcuni che sostengono che potrebbe portare risparmi, mentre altri hanno espresso preoccupazioni sulla sua implementazione in Italia. Si è anche menzionato l'esperienza italiana del federalismo fiscale, con esempi di Comuni che hanno aumentato le spese e la burocrazia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo