La commissione bicamerale ha dato l'ok al dlgs. Oggi il varo definitivo in consiglio dei ministri Il lago di Garda alle regioni, il Po e il Tevere restano allo stato Il lago di Garda passerà alle regioni, ma non il Po e il Tevere che resteranno patrimonio dello stato. Come le miniere, i giacimenti di petrolio e di gas, le reti stradali, i parchi nazionali, le riserve naturali e tutti i beni di interesse storico-artistico. Scongiurato il pericolo di vedere campeggiare un cartello «vendesi» sul Colosseo o sul Campidoglio, gli enti locali potranno però «consolarsi» con un patrimonio di quasi 19.000 immobili (9.127 fabbricati e 9.832 terreni) per un valore di 3,2 miliardi di euro. Sarà il demanio la prima fetta di sovranità che lo stato cederà alle regioni e agli enti locali. L'ok al primo decreto legislativo attuativo della legge 422009 è arrivato ieri dalla commissione bicamerale presieduta da Enrico La Loggia. Con 17 voti a favore (quelli di Pdl e Lega a cui si è aggiunta a sorpresa l'Italia dei valori che in mattinata aveva annunciato ufficialmente in conferenza stampa il proprio sì), 3 contrari (Udc e Alleanza per l'Italia) e 10 astenuti (Pd), il dlgs ha ricevuto parere positivo pur con molte modifiche rispetto al testo approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri il 17122009. La parola d'ordine ancora una volta è stata concertazione. E ancora una volta le opposizioni hanno visto molte delle loro richieste recepite nel testo che oggi sarà definitivamente approvato da palazzo Chigi e dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 21 maggio, termine ultimo per l'esercizio della delega da parte del governo. Dal centro alla periferia potranno passare, secondo le stime della Corte conti, fabbricati per un valore di 1,9 miliardi di euro e terreni per un valore di 1,3 miliardi. Un patrimonio che oggi è praticamente improduttivo, visto che frutta allo stato solo 20 milioni di euro l'anno, ma che, una volta ceduto agli enti locali, potrà essere valorizzato e contribuire ad abbattere il debito pubblico. Il timing per il trasferimento del demanio è molto stretto. Entro 180 giorni saranno trasferiti alle regioni i beni del demanio marittimo e del demanio idrico. I laghi che si estendono sul territorio di più regioni potranno essere attribuiti ai governatori previa intesa tra gli enti interessati. La questione era stata posta in modo particolare dal sottosegretario all'economia e presidente della provincia di Brescia Daniele Molgora che, al grido di «il lago di Garda ai gardesani», aveva chiesto l'eliminazione dal testo della norma che impediva il trasferimento dei laghi sovraregionali. I fiumi che scorrono sul territorio di più regioni resteranno invece allo stato. Le regioni dovranno trasferire alle province una quota dei proventi dei canoni ricavati dall'utilizzazione del demanio idrico trasferito. Il governo metterà a punto una lista dei beni disponibili ed entro sessanta giorni dalla pubblicazione degli elenchi in Gazzetta Ufficiale, le regioni e gli enti locali dovranno presentare un'apposita domanda di attribuzione all'Agenzia del Demanio alla quale dovrà essere allegata una relazione in cui specificare come e a quale scopo si intendono utilizzare i beni. La lista comprenderà anche gli aeroporti di interesse locale e gli immobili della difesa. Il trasferimento della titolarità dei cespiti avverrà con un ulteriore dpcm da emanarsi nei successivi sessanta giorni (originariamente il termine era di 30 giorni). Gli enti che riceveranno i beni subiranno una riduzione dei trasferimenti statali per un importo pari a quello del bene trasferito. Le spese di ristrutturazione e valorizzazione degli immobili non saranno calcolate ai fini del patto di stabilità interno fino alla quota sostenuta dallo stato prima della alienazione. Se le amministrazioni decideranno di cedere gli immobili, il ricavato delle dismissioni dovrà andare a ridurre il debito. Con una modifica introdotta in commissione si prevede infatti che il 75 delle risorse debba essere destinato ad abbattere l'indebitamento degli enti locali, mentre il restante 25 confluirà nel fondo di ammortamento dei titoli di stato. Gli immobili potranno essere valorizzati anche tramite fondi comuni di investimento immobiliare a cui (altra novità dell'ultim'ora) potrà partecipare anche la Cassa depositi e prestiti.