Mercogliano. Tra i beni demaniali che lo Stato cederà agli enti locali figura anche l'abbazia di Montevergine. Dunque il «federalismo demaniale» incombe anche sul santuario di Mamma Schiavona, di cui sono custodi i padri benedettini dal 1876. Ma non c'è ancora allarme tra i monaci che attendono lo svolgersi degli eventi e il completarsi delle procedure per esprimere un giudizio in merito. «Al momento non posso dire nulla - afferma l'abate don Beda Paluzzi - è difficile capire cosa succederà. Proverò a interpellare gli altri confratelli delle abbazie. In Italia ci sono dodici abbazie interessate dal federalismo e finora l'obiettivo era quello di rimanere demaniali, quindi uniti con un unico interlocutore: lo Stato. In passato si è discusso di questa eventualità con gli altri «conservatori» delle abbazie e siamo sempre stati contrari alla frammentazione. Abbiamo avuto finora un unico punto di riferimento; se adesso dipenderemo dall'autorità regionale non è facile prevedere cosa succederà. Quello che è certo è che vigileremo su tutto quello che accadrà». Sono notevoli i tesori artistici custoditi all'interno dell'Abbazia, uno dei santuari mariani più visitati d'Italia con una massiccia affluenza di pellegrini, soprattutto, nei periodi delle ricorrenze religiose. Tra queste la colossale icona della Madonna che troneggia sull'altare maggiore della Basilica nuova. Nel Santuario, inoltre, ha sede un museo che conserva un sarcofago romano, un crocifisso ligneo del XIII secolo, una tavola bizantineggiante del XII secolo ed alcuni dipinti di scuola fiamminga. Nella cappella detta del Crocifisso, in cui un tempo era sistemata l'icona della Vergine, si può ammirare un crocifisso di legno del 1710. Nella cripta della nuova basilica si conserva il corpo di San Guglielmo. Tutte queste ricchezze artistiche sono demaniali insieme al fabbricato che ospita l'Abbazia. Demaniale è anche la Biblioteca statale di Montevergine all'interno dell'Abbazia di Loreto, che è invece di proprietà dei padri benedettini e, quindi, non coinvolta nelle procedure del federalismo demaniale. I padri benedettini sono i conservatori, vale a dire i custodi dei beni artistici che riguardano l'abbazia e, finora, ogni anno hanno rinnovato la convenzione con lo Stato per la sua gestione. Il federalismo demaniale prevede la cessione da parte dello Stato dei suoi beni agli enti locali: Regioni, Province e Comuni si vedranno così assegnare buona parte dei beni e dovranno gestirli, forse anche vendendoli. Un particolare che chiariranno i decreti attuativi che stanno per arrivare. Nel caso di Montevergine, dopo il passaggio alla Regione, l'abbazia potrebbe essere assegnata al comune di Mercogliano. Il sindaco Massimiliano Carullo si mostra cauto. «Prima di esprimere giudizi - sottolinea il primo cittadino - aspettiamo la lista ufficiale allegata ai decreti attuativi; mi sembra prematuro andare ad esprimere giudizi e fare una riflessione a priori senza conoscere approfonditamente la materia. Chiaramente nel momento in cui si dovesse sapere per certo che nell'elenco dei beni che andranno al patrimonio locali (al momento segreto) c'è anche l'abbazia di Montevergine, a quel punto penseremo bene in caso di cessione, come farla fruttare. Al momento è una questione molto aleatoria».
CAMPANIA - Mercogliano. Tra i beni demaniali che lo Stato cederà agli enti locali figura anche l'abbazia di Montevergine.
L'abbazia di Montevergine, custodita dai padri benedettini, potrebbe essere ceduta agli enti locali a seguito del federalismo demaniale. L'abate don Beda Paluzzi esprime preoccupazione per la frammentazione dei beni e la perdita dell'unica interlocutore, lo Stato. I monaci attendono le procedure per esprimere un giudizio in merito. L'abbazia è ricca di tesori artistici, tra cui la colossale icona della Madonna e un sarcofago romano. Il federalismo demaniale prevede la cessione dei beni agli enti locali, che potrebbero essere assegnati al comune di Mercogliano.
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