CAMPANIA - Il centro storico di Salerno continua a svelare i suoi segreti ed oggi rivela un'altra preziosa testimonianza del suo passato, la casa di Matteo D'Ajello, il potente vice cancelliere di re Guglielmo I, secondo solo al sovrano normanno. La dimora dell'umile scrivano salernitano - «brutto e abietto» secondo la descrizione del suo acerrimo nemico Pietro da Eboli - assurto alla massima carica del regno e nominato addirittura consigliere della reggente Margherita di Durazzo, secondo i recenti studi compiuti dallo storico dell'arte Antonio Braca, dovrebbe coincidere con l'attuale palazzo Pedace, sede del Parco tecnologico e del Fai. È tra le "chicche" che si trovano sfogliando il volume «Medioevo e Barocco a Porta Catena» (Plectica Editrice) che sarà presentato questo pomeriggio alle 17 a palazzo di città. Curatore lo stesso Braca, testi di Maria Cristina Cioffi, Mario Dell'Acqua, Giovanni Di Maio, Edoardo Guglielmi, Maria Antonietta Iannelli. Proprio il capitolo sul bellissimo edificio di via Porta Catena che conserva ancora intatto il raffinato aspetto sei-settecentesco apre una nuova pagina sulle vicende storiche della città. La ricerca di Braca si è mossa su due fronti, quella d'archivio e l'altra sul campo, partita dallo studio degli elementi medioevali a vista nell'ambiente che ospita la sezione locale del Fondo per l'Ambiente, diretta da Susy Camera d'Afflitto. Traccia la memoria di una chiesa ubicata vicino a quella di Santa Trofimena e denominata Sancta Maria de Cancellariis: nome che rimanda, appunto, al ruolo rivestito da Matteo D'Ajello. Del politico mecenate (tra le sue donazioni il mosaico murato e l'ambone della cattedrale) si sa che volle la fondazione di un ospedale fuori le mura cittadine. È il 1183, il vice cancelliere chiede al figlio, l'arcivescovo di Salerno Niccolò, «di voler accettare la permuta della chiesa di San Giovanni de Busandola di prorietà ecclesiastica con quella di Santa Maria, annessa alla propria dimora nell'area di S. Trofimena». E qui l'altra curiosità. Abbiamo sempre pensato che l'ospedale di San Giovanni fosse ubicato dove oggi ha sede la scuola Lanzalone. Vero, in età moderna. Ma, sempre secondo le ricerche del funzionario della Soprintendenza per i beni artistici e storici di Salerno, l'originario luogo di ricovero si trovava invece dove attualmente sorge la chiesa di Sant'Anna al Porto. Lo studioso cita il Manoscritto Pinto secondo cui «D'Ajello nel 1183 edificò la chiesa di S. Giovanni con ospedale fuori le mura della città di Salerno, oggi grancia del priorato di Capua della Religione di Malta». Ed è la cartografia a dare ulteriore conferma. In una stampa del Seicento compare, infatti, il toponimo «San Giovanni» ad indicare l'area di S. Anna.