la ristrutturazione "infinita" dell'edificio di san giuliano IN ATTESA che l'eterno cantiere si concluda (si parla di un anno), la direzione regionale delle Soprintedenze mostra l'ottimismo dei progetti per ben utilizzare quello splendore sempre incompiuto che è l'Abbazia di San Giuliano di corso Italia. Dice il direttore regionale Maurizio Galletti: «I lavori sono di nuovo ripresi dopo un ulteriore blocco tecnico. Abbiamo in mente una destinazione d'uso alternativa. Vale a dire non più le soprintendenze in riva al mare, che a questo punto resteranno nei fabbricati in ristrutturazione contigui a Palazzo Reale. Nell'abbazia si vorrebbe spostare la sede del Nucleo Tutela dei Carabinieri con laboratori per un primo intervento di restauro, laboratori per i tessuti e anche una esposizione delle opere d'arte recuperate ma non solo. In questo modo la Soprintendenza archivistica potrebbe occupare i locali di Sant'Ignazio, lasciati liberi dai Carabinieri». Il cantiere per la ristrutturazione dell'abbazia è stato aperto 13 anni fa, con un percorso ad ostacoli tra trappole burocratiche e imprese sciatte, e cinque milioni e mezzo gli euro messi a disposizione nel 1998 dal Ministero dei Beni Culturali. In parte rifatta, l'abbazia, in stile neo romanico un secolo fa, quando il tracciato di corso Italia ha pesantemente alterato la struttura monastica. Ma il cuore e il sedime del fabbricato è antichissimo, risale alla fine del 1200. Come se non bastasse negli ultimi mesi un ulteriore intralcio, che fa ancora ritardare la conclusione dei lavori. Prevista a questo punto alla fine del 2011, sempre che arrivino ancora un po' di soldi, necessari per concludere questa "basilica di Carignano" di corso Italia. Un riassunto delle precedenti, complicate, puntate: la struttura, che era molto compromessa, viene rimessa in piedi alla fine del 2002. Si prosegue ottimisticamente verso il secondo e ultimo lotto, che riguarda le finiture, i pavimenti, le colorazioni, i rivestimenti. Insomma un altro anno e mezzo di lavoro. Si rifà un'altra gara di appalto e nell'espletamento entrano in contezioso due imprese, la prima e la seconda, con l'amministrazione dello Stato. Alt ai lavori e la parola passa prima al Tar poi al Consiglio di Stato. Il quale nel 2007 stabilisce chi dei contendenti ha ragione. Ma intanto l'impresa che aveva eseguito anche la prima tranche di lavori e aveva fatto causa per ottenere la seconda, è fallita e l'altra ditta, che potrebbe per legge subentrarvi, si è volatilizzata. Ecco il nuovo appalto che scatta nel 2007, quindi l'affido dei lavori che a tutt'oggi avanzano. Nel frattempo sarebbe in atto un passaggio di proprietà anche della chiesa che era ancora dei benedettini: ne è stato proposti l'acquisto al Ministero dei Beni Culturali. D. B.
Ripartiti i lavori all'abbazia: ospiterà i carabinieri del nucleo tutela artistica
La direzione regionale delle Soprintendenze di San Giuliano di Corso Italia, in attesa che il cantiere si concluda, mostra ottimismo per i progetti di destinazione d'uso alternativa dell'abbazia. Il direttore regionale Maurizio Galletti annuncia che i lavori sono stati ripresi dopo un ulteriore blocco tecnico e che si vorrebbe spostare la sede del Nucleo Tutela dei Carabinieri con laboratori per un primo intervento di restauro, laboratori per i tessuti e una esposizione delle opere d'arte recuperate. La Soprintendenza archivistica potrebbe occupare i locali di Sant'Ignazio, lasciati liberi dai Carabinieri.
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