vertice (e accuse) in prefettura. Via alla task-force Doveva essere una riunione operativa per cercare di arginare la piaga abusivi alla Reggia. Invece l'incontro che si è tenuto ieri in Prefettura è diventato un faccia a faccia animato, spesso con punte di accesa polemica, che ha visto sul banco degli imputati i custodi della Reggia con le loro presunte inadempienze. I venditori ambulanti continuano imperterriti il loro mercato all'interno della Reggia, nei cortili e persino nel parco? La responsabilità è, prima di tutto, dei custodi che non intervengono nel modo dovuto né tantomeno efficace, secondo il prefetto Ezio Monaco e il questore Guido Longo. Ma il personale di custodia, attraverso i propri rappresentanti sindacali presenti alla riunione, si è difeso denunciando di essere in numero insufficiente per il carico di lavoro richiesto, di non avere né mezzi né competenze ad hoc per poter intervenire efficacemente, di essere spesso vittime di minacce e di aggressioni. Da qui una nuova richiesta d'aiuto alle forze dell'ordine. «Basterebbe la presenza costante di agenti di polizia davanti alla Reggia per disincentivare l'arrivo dei tanti abusivi» dicono. Ma i responsabili della sicurezza stigmatizzano: il personale di custodia è più che adeguato per numero, funzioni e ruolo. E cita numeri: novantasei custodi hanno già ottenuto la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, per altri 43 è stata già richiesta (ed è in arrivo) direttamente dalla Soprintendenza. Quei custodi dovrebbero avere divisa, sfollagente d'ordinanza, poteri. E invece cosa fanno? Guido Longo, questore, la vede così: «Tutti, e dico tutti, possono intervenire nei modi e con i mezzi che la legge consente loro». Quanti lo fanno? Poi, ancora la questione della difficoltà di identificazione del personale di sorveglianza. «I custodi non usano le divise». Una cattiva abitudine che dà loro scarsa autorevolezza e provoca atteggiamenti irrispettosi e provocatori da parte dei venditori fuorilegge. Comunque, al termine della riunione, cui hanno preso parte, accanto al prefetto, al questore, ai rappresentanti sindacali dei custodi, anche il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti e la Soprintendente ai beni artistici Paola Raffaella David, si sono formulate ipotesi di intervento. Prima di tutto la costituzione di una task force, coordinata dal vice prefetto Franco Provolo, cui parteciperanno i rappresentanti delle forze dell'ordine, della Polizia municipale, dei custodi, della polizia provinciale e che avrà il compito di monitorare la sicurezza della Reggia e di predisporre gli interventi adeguati. Fra le altre soluzioni: la biglietteria fuori dalla mura del Palazzo, i tornelli all'ingresso, l'accesso al monumento da piazza Carlo III e il deflusso dal cancello di via Giannone. Ipotesi e soluzioni non nuove. Sulle quali si ragiona da tempo senza mai passare dalla teoria alla pratica. Intanto i rappresentanti sindacali di Cisl e Uil hanno prodotto un documento congiunto con il quale ribadiscono che «non è possibile continuare a delimitare il problema degli abusivi all'interno della Reggia cercando dei colpevoli» e annunciano un'assemblea del personale che si terrà venerdì dalle 8.30 alle 10.30: un'iniziativa che com'è evidente provocherà l'apertura ritardata del Palazzo reale. E questa volta gli abusivi non c'entrano.
CASERTA Reggia, scontro sui guardiani Sono 139, ma cosa fanno?
I custodi della Reggia di Caserta sono stati accusati di inadempienza nella sicurezza del palazzo. Il prefetto Ezio Monaco e il questore Guido Longo hanno affermato che i custodi non intervengono efficacemente contro gli abusivi. I custodi hanno difeso se stessi, affermando di essere in numero insufficiente e di non avere mezzi e competenze per intervenire efficacemente. Hanno richiesto l'aiuto delle forze dell'ordine. Il questore ha affermato che il personale di custodia è in numero e competenza adeguato, ma non ha divisa e sfollagente d'ordinanza. La Soprintendenza ha richiesto la qualifica di agenti di pubblica sicurezza per i custodi.
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