Il processo L'udienza preliminare davanti al gup comincerà il prossimo 2 luglio NAPOLI Inchiesta sul restauro del castello di Baia e dell'Albergo dei poveri: la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex soprintendente ai Beni architettonici di Napoli e poi di Caserta, Enrico Guglielmo, e le altre dieci persone destinatarie di misure cautelari nel luglio dello scorso anno. L'udienza preliminare comincerà il prossimo 2 luglio davanti al gup Paola Russo. Oltre a Guglielmo, accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta, sono imputati l'imprenditore Luigi Lucci, specializzato nel restauro di beni culturali e accusato di corruzione; Gianluca Guglielmo, nipote dell'ex soprintendente di cui è ritenuto un prestanome; l'ingegnere Mauro Fusco, collaboratore esterno della Soprintendenza, e gli architetti Giuseppe Monaco, Giuseppe Taccogni (accusati di associazione per delinquere), Michele Barone Lumaga, Teresa Tauro (corruzione), Massimo Panarese, Monica Pisani e Valentina Salvi (turbativa di gara). Sott'accusa L'ex soprintendente ai Beni architettonici di Napoli Enrico Guglielmo. E' accusato anche di associazione per deliquere Secondo il pm Graziella Arlomede, Enrico Guglielmo si sarebbe adoperato affinché fosse aggiudicato a un'impresa di Lucci l'appalto per il restauro del Castello di Baia. In altre occasioni il soprintendente avrebbe consentito che imprese ritenute riconducibili all'imprenditore venissero invitate o comunque partecipassero alle gare, come nel caso dell'Albergo dei Poveri e del sito reale borbonico di Portici. Lucci, riconoscente, avrebbe in parte pagato una barca acquistata dal soprintendente, versando 39.000 euro su 156.000. L'altro filone dell'inchiesta riguarda le presunte «costanti interferenze» di Guglielmo nelle procedure per l'affidamento di incarichi professionali a soggetti ritenuti a lui collegati. L'ex soprintendente avrebbe ricevuto compensi indebiti attraverso fatture per prestazioni inesistenti emesse dalla società del nipote «Studio 3».