Beni trasferiti a titolo gratuito e su domanda, in primo luogo ai comuni che dovranno valorizzarli e «trattarli bene» se non vogliono rischiare di arrivare al commissariamento; demanio idrico-marittimo alle regioni, salvo quello sovra-regionale, ovvero il Po, il Tevere o il Lago di Garda; grandi arterie stradali, come la Cassia o l'Aurelia che restano in capo allo Stato. Passaggio gratis. Dopo l'entrata in vigore del federalismo demaniale, con uno o più decreti vengono individuati i beni statali che possono essere attribuiti gratuitamente a Comuni, Province, Città metropolitane e regioni che sono tenuti a garantirne la massima valorizzazione. I beni, a partire da quelli di proprietà del ministero della Difesa, vanno in primis ai Comuni in base al principio di sussidiarietà. Il patrimonio idrico-marittimo va alle regioni. Attribuzione su domanda. I beni per i quali si ipotizza il trasferimento vengono inseriti in elenchi contenuti in uno o più decreti del presidente del Consiglio entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto; sulla base di questi elenchi, entro 60 giorni, le autonomie presentano una domanda di attribuzione all'Agenzia del demanio. Commissariamento. Scatta per gli enti che non rispettano gli obiettivi indicati. Le spese. Fuori dal Patto di stabilita, con il federalismo fiscale, infatti, i costi non peseranno ai fini del patto di stabilità interno per un importo corrispondente a quelle già sostenute dallo Stato per la gestione di quel bene. Vendita. Le risorse nette derivanti dall'alienazione degli immobili sono acquisite dall'ente territoriale per un ammontare pari al 75 e destinate alla riduzione del debito; la residua quota del 25 è destinata al fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Cassia e Aurelia. Le reti stradali di interesse statale (così come quelle energetiche) sono escluse dal patrimonio trasferibile, resteranno dunque statali.