La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex soprintendente ai Beni architettonici di Napoli e poi di Caserta, Enrico Guglielmo, e le altre dieci persone coinvolte nell'inchiesta sui presunti illeciti negli appalti per il restauro di edifici come il castello di Baia e l'Albergo dei poveri. L'udienza preliminare comincerà il prossimo 2 luglio davanti al gup Paola Russo. Oltre a Guglielmo, accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbativa di gara, sono imputati l'imprenditore Luigi Lucci, specializzato nel restauro di beni culturali e accusato di corruzione; Gianluca Guglielmo, nipote dell'ex soprintendente di cui è ritenuto un prestanome; l'ingegnere Mauro Fusco, collaboratore esterno della Soprintendenza, e gli architetti Giuseppe Monaco, Giuseppe Taccogni (accusati di associazione per delinquere), Michele Barone Lumaga, Teresa Tauro (corruzione), Massimo Panarese, Monica Pisani e Valentina Salvi (turbativa di gara). Secondo il pm Graziella Arlomede, Guglielmo si sarebbe adoperato affinché fosse aggiudicato a un'impresa di Lucci l'appalto per il restauro e la valorizzazione del Castello di Baia, bandita nel 2002 per un importo di oltre 12 milioni di euro. In altre occasioni il soprintendente avrebbe consentito che imprese ritenute riconducibili all'imprenditore venissero invitate o comunque partecipassero alle gare, come nel caso dell'Albergo dei Poveri e del sito reale borbonico di Portici; ma sotto la lente d'ingrandimento ci sono anche gli incarichi professionali per il responsabile sicurezza sistema antincendio del Palazzo Reale e del teatro San Carlo; gli incarichi per gli allestimenti delle sale museali al castello di Baia; per la sicurezza interna della chiesa di Sant'Arcangelo a Baiano. Gare per milioni di euro: nel mirino il progetto integrato per i Campi flegrei, per il quale sono stati destinati 206 milioni di euro per la valorizzazione storico culturale delle aree dei comuni di Bacoli, Quarto e Monte di Procida. Interessi che avrebbero sostenuto le aspirazioni di Guglielmo, che puntava al grande salto, a strappare la nomina di direttore regionale dall'allora ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli: una nomina mai avuta, nonostante la telefonata del 7 dicembre del 2007 a Luca Cordero di Montezemolo. L'altro filone dell'inchiesta riguarda le presunte «costanti interferenze» di Guglielmo nelle procedure per l'affidamento di incarichi professionali a soggetti ritenuti a lui collegati. L'ex soprintendente avrebbe ricevuto compensi indebiti attraverso fatture per prestazioni inesistenti emesse dalla società del nipote «Studio 3».
CAMPANIA - rinvio a giudizio per l'ex soprintendente ai Beni architettonici Enrico Guglielmo
La Procura di Napoli ha richiesto il rinvio a giudizio per l'ex soprintendente ai Beni architettonici di Napoli e Caserta, Enrico Guglielmo, e altre dieci persone coinvolte nell'inchiesta sui presunti illeciti negli appalti per il restauro di edifici come il castello di Baia e l'Albergo dei poveri. L'udienza preliminare si terrà il 2 luglio davanti al gup Paola Russo. Guglielmo è accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbativa di gara, mentre le altre persone imputate sono accusate di associazione per delinquere, corruzione, turbativa di gara o di altri reati.
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