Trentamila volumi, un patrimonio da valorizzare ma mancano gli spazi LIVORNO. Sono trentamila i volumi conservati nell'Archivio di Stato di Livorno. Altrettanti negli anni sono stati inviati a Perugia per essere custoditi in mancanza di spazi adeguati nella nostra provincia. In tutte quelle pagine, che raccolgono fatti, eventi e persone dal 1400 in poi, c'è tutta la nostra storia, un patrimonio non solo da custodire ma anche da valorizzare. Proprio nei giorni scorsi, in occasione delle celebrazioni per l'anno garibaldino le porte dell'Archivio di Stato si sono aperte al pubblico per una visita guidata: un'occasione unica non solo per ammirare quei faldoni tanto antichi quanto affascinanti ma anche per vedere esposti alcuni documenti originali dell'epoca dei moti repubblicani. «Dai nostri documenti - ha spiegato Massimo Sanacore, direttore dell'Archivio di Stato - abbiamo selezionati materiale originario dell'epoca risorgimentale da cui traspare l'importanza della vicenda, in cui toscani e livornesi ebbero un ruolo attivo, come si legge ad esempio su un documento del 1859 dove sono elencati i nomi di tutti gli "arruolati" del nostro territorio. Inoltre, dai numerosi volantini dell'epoca archiviati, si evince come la popolazione non fosse tenuta all'oscuro degli eventi ma anzi tutti, o almeno coloro in grado di leggere, potevano tenersi costantemente aggiornati sulle vicende: la campagna del sud, l'Aspromonte, Mentana...». «Per l'occasione - ha spiegato l'architetto Riccardo Ciorli - abbiamo scelto testimonianze della seconda metà dell'ottocento ma qui è contenuta la storia di tutti i noi». L'Archivio di Stato è un organo statale, sotto la responsabilità del Ministero per i beni e le attività culturali, ed è aperto al pubblico. Tutti (tranne chi ha avuto condanne per danni al patrimonio) possono accedere a questo "mondo" che è una presenza attiva e viva delle città. Continuamente volumi e carte entrano ed escono, per essere trasferiti o mandati a restaurare, spesso nelle Marche. Movendosi tra gli sterminati scaffali dell'archivio si trovano i volumi degli atti criminali, il censimento delle prostitute, i documenti del governatore a partire dal 1666, quelli del Tribunale, testimonianze ecclesiastiche ed ogni altro argomento immaginabile. «I documenti posso riscrivere la storia - ha commentato Ciorli - ed è importantissimo, perché senza passato non c'è futuro».
LIVORNO - Tutte le pagine della nostra storia. Dal 1400 in poi, viaggio nell'Archivio di Stato
L'Archivio di Stato di Livorno conserva 30.000 volumi, tra cui 15.000 inviati a Perugia per mancanza di spazi. Il patrimonio include documenti storici, come atti criminali, censimenti, testimonianze ecclesiastiche e altri argomenti. L'archivio è aperto al pubblico e i documenti possono essere consultati da tutti, tranne chi ha avuto condanne per danni al patrimonio. I documenti possono riscrivere la storia e sono importanti per comprendere il passato. L'Archivio di Stato è un organo statale sotto la responsabilità del Ministero per i beni e le attività culturali. È un luogo di consultazione per la storia e il patrimonio della città.
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