ERNESTO CESARI Perché hanno abbattuto quei pini secolari I pini ultrasecolari che si trovavano all'inizio di via Formica, pochi giorni fa oggetto di una drastica potatura, ora sono stati completamente abbattuti. Il motivo dell'abbattimento è apparso oggi in tutta la sua evidenza: i grandi pini ostacolavano il movimento della gru montata ieri nel cantiere della costruzione delLO Steccone. I pini avevano circa 150 anni (la loro piantumazione risale all'incirca al 1860, momento dell'interramento del porto,) e in considerazione della loro età rappresentavano un patrimonio ambientale unico nella zona e di grande valore. Non sono sopravvissuti però alla Polis di Ugo Giurlani e del sindaco Favilla, e il vero motivo del loro abbattimento è veramente inglorioso: davano noia alla gru. Eppure le norme parlano chiaro, e l'art. 24 del regolamento urbanistico dice chiaramente che alberi di quella dimensione, di quella specie ed in quel posto non potevano essere tagliati in nessun caso. Laboratorio di urbanistica partecipata S. CONCORDIO2 Grave danno al paesaggio Abiamo preso atto del definitivo taglio degli alberi secolari che caratterizzavano il paesaggio del nostro quartiere, dei veri e propri monumenti e punti di riferimento che tanti di noi hanno vissuto sin da piccoli. Ci chiediamo perché. A chi serviva farlo? Era proprio necessario? Se da una parte faremo le opportune verifiche circa la regolarità tecnica e normativa di quanto avvenuto, oggi vogliamo innanzitutto esprimere pubblicamente il nostro disappunto e amarezza per quello che è stato fatto. Ci è stato detto che la circoscrizione sarebbe stata coinvolta nella progettazione degli spazi della piazza. Su questo abbiamo fatto diversi appelli senza ricevere risposta. La presenza di quegli alberi ci pareva scontata. E invece niente da fare. O avevate buona motivazione che ci sfugge (vogliamo credere che forse le piante erano malate e sarebbero morte nel giro di poco tempo) oppure state dimostrando a tutti di non saper fare le cose per bene. Luciano Bracciali (prisidente della circoscrizione 7) POCO VERDE Non va l'arredo in piazza S. Francesco È tempo per il comune di Lucca di intervenire in piazza S. Francesco. Le panchine devono essere come quelle in piazza S. Frediano. Via le macchine. L'aiuola dovrebbe essere molto più grande e servono alberi per un po' di ombra. È giusto che questa piazza così importante, ricca di una grande storia popolare, venga maggiormente considerata. Leodora Marchetti DECORO URBANO Sempre no da Italia Nostra Il presidente di Italia Nostra, Mannocci, è contrario alla riqualificazione di piazzale Verdi e al riposizionamento del parco della Rimembranza e della stele sulle Mura urbane. Un progetto di riqualificazione, quello di piazzale Verdi inserito nel Piuss, che conta l'avvallo della Regione, che ha ricevuto fondi europei per la riqualificazione del centro storico, realizzato in piena collaborazione con la Soprintendenza, ma che non piace a Italia Nostra. Mannocci, questa volta in particolare, non vuole vedere collocato l'obelisco in un vero parco, sul baluardo S. Donato, contornato da piante e panchine. Piuttosto lo preferisce come oggi, alla stregua di una rotatoria, intorno alla quale girano pullman e automobili, nel caos più totale. Ritengo, invece, che faccia bene l'amministrazione a dare a questo monumento una collocazione maggiormente dignitosa, in un contesto qualificato, come le Mura urbane, in modo che la memoria di coloro che sono caduti in guerra abbia un vero parco intorno a sé e non una trafficata rotonda. Lido Fava (capogruppo Pdl)