Il ministro si dichiara disponibile a una modifica del decreto ad una sola condizione È il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ad aprire uno spiraglio per il futuro del teatro Petruzzelli nel quadro del suo contestato decreto di riforma delle fondazioni liriche. Il ministro ha dichiarato ieri di «concordare appieno con il collega Quagliariello e con alcuni colleghi della Camera» sul fatto che quella di Bari «è una fondazione che è nata da poco e che ha una pianta organica peraltro approvata dal ministero nel 2008 non coperta in gran parte dei suoi elementi». Si è detto quindi disponibile ad una modifica del decreto che «stabilisca una deroga per le assunzioni» per la fondazione barese. È necessario però, ha sottolineato, che queste, contrariamente a quanto avvenuto sino ad oggi, avvengano attraverso concorsi pubblici, visto anche «il numero rilevante delle professionalità da assumere». La pianta organica approvata dallo stesso ministero parla infatti di 171 unità, contro appena 22 posizioni regolarizzate ad oggi con un contratto a tempo indeterminato. Lapertura sul Petruzzelli del ministro Bondi può dunque dirsi il successo dellappello bipartisan del sindaco Michele Emiliano che, in qualità di presidente della Fondazione lirico sinfonica, aveva pochi giorni fa chiamato a raccolta i parlamentari pugliesi di centrodestra e centrosinistra perché si facessero portavoce, durante il dibattito in aula sul decreto di riforma degli enti lirici, di un emendamento ad hoc che tenesse conto della particolare situazione della Fondazione Petruzzelli che, ad oggi, non ha mai peraltro chiuso i suoi bilanci in rosso a differenza della situazione in cui versano le casse degli altri tredici enti lirici attivi oggi in Italia. Più in generale poi il moinistro Bondi ha spiegato che il governo non vuole «affatto colpevolizzare il personale dipendente» delle Fondazioni liriche. Lo ha assicurato intervenendo ieri in Senato, alla riunione della commissione cultura. Al contrario, ha sottolineato il ministro, lintento «è quello di delineare un quadro normativo in grado di consentire agli amministratori dei Teatri e allo stesso personale di poter operare al meglio». Ai senatori, Bondi ha ribadito oggi la disponibilità «ad accogliere alcuni emendamenti che modifichino il provvedimento principale su due punti: la contrazione degli integrativi tra un anno ed il blocco del turn over» e respinto le obiezioni di incostituzionalità del provvedimento avanzate dalle opposizioni. LImaie, infine: Bondi si è detto aperto «a condividere proposte migliorative» riguardo listituto mutualistico degli artisti, ribadendo però «che quello della vigilanza ministeriale costituisce un punto saliente della riforma proposta».