Deve indicare due membri, ma Rossi e Magnolfi non si scaldano Nessuna fretta. Quando mancano appena due giorni alla scadenza delle nomine per il consiglio damministrazione del Teatro del Maggio Musicale, in Regione sembra che il tempo si sia fermato. Formalmente sia il nome espresso dalle forze di maggioranza, sia quello proposto dai partiti di opposizione dovranno uscire da un decreto firmato dal presidente del consiglio Alberto Monaci. A lui spetta il compito di decidere chi siederà nel cda, visto che non ci sono più i termini per far passare le nomine dallapprovazione dellassemblea. E Monaci ieri in consiglio non si è proprio visto. Il capogruppo del Pd Vittorio Bugli dice di averlo sentito per telefono e di aver preso accordi per oggi: «Ci vedremo, ne parleremo», raccontava ieri Bugli. Anche il presidente della giunta Enrico Rossi ha sentito Monaci ma solo, assicura, «per confermargli che la nomina è una sua prerogativa». Un sostanziale via libera, dunque: Monaci ha pieni poteri, la sua scelta sarà comunque ben accetta alla giunta. Tradizionalmente la maggioranza ha sempre incaricato lassessore regionale alla Cultura di svolgere quellincarico. Un incarico che, nellottica della giunta, è anche uno strumento di vigilanza e controllo sui quasi tre milioni di euro che la Regione investe nellimpresa. Niente esclude che sarà alla fine Cristina Scaletti dellItalia dei Valori il membro designato per il cda anche se una scelta definitiva non è ancora stata fatta. Ma se Rossi non sembra particolarmente interessato a mettere bocca sulla poltrona che rappresenta la maggioranza del consiglio regionale nel Maggio, neppure il capogruppo del Pdl Alberto Magnolfi appare coinvolto dalle vicende del teatro lirico sinfonico: «Francamente finora non ne abbiamo parlato, la prima riunione del gruppo è stata oggi», diceva ieri Magnolfi, «ma nomi non ne sono usciti. Abbiamo in mente delle proposte da portare allattenzione del partito toscano e fiorentino, che dovranno esprimersi». Una delle ipotesi che circolano è quella dellingegnere fiorentino Bocci ma lo stesso Magnolfi non azzarda previsioni: «La proposta uscirà dal partito e poi lultima parola spetterà a Monaci». Distaccata lopposizione, tiepida la maggioranza. La differenza tra la frenesia di Renzi e l "apatia" di Rossi salta agli occhi. Forse se tutte le nomine, a cominciare da quella della nuova sovrintendente, fossero state concordate e discusse fin dallinizio da Comune e Regione di pari passo adesso anche Monaci riceverebbe più sollecitazioni a fare presto e bene.
FIRENZE - La Regione non ha fretta per i suoi
Il presidente del consiglio Alberto Monaci ha il compito di decidere chi siederà nel cda del Teatro del Maggio Musicale, visto che non ci sono più i termini per far passare le nomine dallapprovazione dellassemblea. Il capogruppo del Pd Vittorio Bugli e lassessore regionale alla Cultura Enrico Rossi hanno sentito Monaci, ma non sembrano particolarmente interessati a mettere bocca sulla poltrona che rappresenta la maggioranza del consiglio regionale nel Maggio. La nomina è una prerogativa di Monaci, che ha pieni poteri, e tradizionalmente la maggioranza ha sempre incaricato lassessore regionale alla Cultura di svolgere quellincarico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo