Il ministro Prestigiacomo frena la Lega: è ora che il governo dedichi molta più attenzione al Sud "I tagli agli stipendi dei politici? Giusti, ma si intervenga anche su alcuni dirigenti" In una fase di crisi come questa allargare ai centristi la base parlamentare sarebbe positivo per il Paese Ho chiesto una clausola di esclusione perché il patrimonio ambientale va salvaguardato" ROMA - «Bossi teme che il federalismo vada avanti troppo lentamente, ma non è così. Un provvedimento di questo tipo deve essere condiviso e valutato bene. Sui parchi, sulle spiagge protette ad esempio, ho chiesto una clausola di esclusione». Stefania Prestigiacomo, ministro dellAmbiente, mette "paletti" al federalismo demaniale. E rilancia sulle alleanze: «In una fase di crisi come questa, allargare a Casini sarebbe importante per il paese». Ministro Prestigiacomo, farà arrabbiare Bossi la sua frenata sul federalismo demaniale? «Ho chiesto semplicemente una clausola di esclusione perché ritengo che il patrimonio ambientale nazionale, come i beni culturali, debbano rimanere sotto la tutela e il controllo statale. Vanno salvaguardati. E non penso ci saranno problemi». Però a sostenere questa sua richiesta cè lopposizione, non la sua maggioranza. «La voglio intendere come una disattenzione. Del resto il federalismo demaniale funziona così: sono fissati i principi generali e poi il premier Berlusconi e il ministro Tremonti stabiliscono i singoli beni da trasferire alle Regioni. Ecco, io credo che lesclusione per il patrimonio ambientale vada stabilita nel provvedimento-madre, così come è per i bacini idrici nazionali». I leghisti la fanno da padroni nel governo e nella maggioranza? «Non lo penso. La Lega è solo più visibile rispetto a noi del Pdl, che facciamo il nostro lavoro con senso di responsabilità e senza sollevare costantemente polemiche. Però non mi pare ci sia stato un atto di governo su cui Bossi abbia esercitato un potere di veto. Tuttavia, proprio per questa forte visibilità leghista ho denunciato la necessità di una maggiore attenzione per il Mezzogiorno dove la crisi economica si sente di più. Il governo deve avere mostrare per il Sud una sensibilità molto, molto più forte». Imbarcare lUdc vi aiuterebbe? «Gli elettori del Pdl e quelli dellUdc sono già in sintonia e in Europa apparteniamo alla stessa famiglia politica, il Ppe. Ma soprattutto governiamo decine e decine di comuni, di province e anche regioni. In un momento di crisi in cui si corre il rischio di finire come altri paesi europei, allargare a Casini la base parlamentare sarebbe positivo per il paese. Non sarebbe affatto innaturale, fermo restando che la base dellalleanza di centrodestra è quella che è stata proposta agli elettori al momento del voto». Non pensa che il caso Scajola e le turbolenze nella maggioranza porteranno a una crisi di governo? «Non possiamo che essere dispiaciuti per la vicenda che ha riguardato Scajola. Sono convinta che saprà uscirne a testa alta, ha fatto bene a fare un passo indietro perché con questo dubbio non si può rimanere al governo, anche se non ha ricevuto nemmeno un avviso di garanzia. Sicuramente cè una campagna mediatica che punta a destabilizzare il governo benché non giovi a nessuno, neppure al Pd. Esistono singoli casi di malcostume, ma le similitudini con Tangentopoli sono fuori luogo. E nella maggioranza non vedo fibrillazioni. Alla politica però è richiesta sobrietà in un momento di crisi. Giusta quindi la proposta di Tremonti di ridurre lo stipendio dei parlamentari. Sarebbe corretto intervenire anche sui dirigenti pubblici che talvolta hanno stipendi favolosi, superiori ai politici e ai ministri. AllAmbiente cè un dirigente che ha dichiarato un milione di euro di reddito, oltre lo stipendio. Mi chiedo se questo sia etico». Non vede quindi nel federalismo pericoli per la coesione nazionale? «Il federalismo è utile. Il paese è maturo, non intravedo rischi: abbiamo previsto meccanismi perequativi attraverso il fondo di solidarietà. Ma è giusto che le Regioni dove la sanità è gestita in modo allegro e inefficiente, siano costrette a rimettere a posto i loro conti. Leffetto del federalismo a livello nazionale non sarà quello dellegoismo regionale».