I FRANCESI dovrebbero ben essere contenti. Già, perché la Scalinata di Piazza di Spagna, the Spanish Steps, come la chiamano i nostri visitatori anglosassoni è votata dai critici d'arte la più bella d'Europa, con la Spagna non c'entra nulla. Dovrebbero chiamarla piuttosto the French Steps. Infatti, la scalinata fu costruita su un terreno appartenente alla Francia, pagata con un lascito di un diplomatico francese del '600, Etienne Gueffier, e costruita in gloria della Nazione di San Luigi e del suo re, Luigi XV, per raccordare la piazza, dov'era e dov'è tuttora l'ambasciata di Spagna, con la chiesa di Trinità dei Monti, fondazione voluta da Carlo Vili in onore di San Francesco da Paola, suo confessore e santone personale, fondatore dell'ordine dei Minimi. Una e trina, cioè divisa per tre nella prima rampa in onore del mistero teologico a cui la chiesa è intitolata, la scalinata fu infatti costruita dal 1723 al 1728 su disegno di un architetto di cui la Storia fatica ancora a ricordare il nome: la fama di Francesco De Sanctis (1679-1731), romano, sconta forse ancora il fatto d'essere stato vincitore dei due concorsi indetti per la costruzione non per merito suo, ma per volontà dei Padri Minimi di Trinità de' Monti di cui era l'architetto. Che poi tra un concorso e l'altro abbia potuto dare un'occhiata ai progetti di Alessandro Specchi (1666-1729), geniale progettista del perduto porto di Ripetta, fa parte del gran romanzo di questa costruzione. Forse per sfortuna o imperizia, metà scalinata crollava nel 1728, ed a salvare la situazione fu impiegato Filippo Raguzzini, «architetto gotico beneventano», come fu chiamato per scherzo dal pittore Ghezzi che gli fece la caricatura, ma sul serio bravo architetto e inventore del barocchetto, romana versione del rococò. Alla scalinata mancano le statue di papi, di re e regine di Francia e di santi venerati dalla chiesa gallicana, che il segreto creatore dell'opera, l'abate Guerin de Tencin, incaricato d'affari francese a Roma, aveva ordinato a giovani scultori conterranei presenti nell'Urbe, tra i 'quali l'allor giovane e poi grande Bouchardon. Il povero abate però dovette lasciar Roma, l'incarico e la sua grande creatura architettonica ancora incompleta. Il merito, iscritto sul marmo in lettere cubitali, se Io prese poi il suo successore, il Polignac, che inaugurò il monumento senza le statue. La scalinata è bellissima, perché splendido è il suo contesto: prima di lei c'era già la piazza con la bellissima Barcaccia dei Bernini padre e figlio, e la quinta della chiesa stagliata in fondo alla prospettiva di via Condotti. Dopo, come se il tutto non fosse stato bello abbastanza, Pio VI ci fece elevare in cima l'obelisco egizio, raggio di sole di granito rosa, per meglio mettere a fuoco questa teatrale messa in scena permanente. Eppure la scalinata che vediamo è solo una delle tante che sarebbero state possibili: tra i progetti elaborati dalla fine del '500 in poi, anche il Bernini costruì il suo modello per far contento Mazzarino. Sulla sua ci si poteva andare tanto a piedi che in carrozza, e in mezzo ci sarebbe saltata fuori anche una fontana. Ma i francesi ci volevano anche un Luigi XIV a cavallo, Marco Aurelio prepotente di un Campidoglio altro, tutto gallico, postuma vendetta sulle oche che salvarono quello. Il papa Alessandro VII però questo Luigi a cavallo non lo volle, e la scalinata aspettò altri sessant'anni per nascere. Tra le tante mostre inutili che si fanno a Roma, una sulla storia della più bella scalinata del mondo sarebbe invece utile, affascinante e memorabile.
Trinità de' Monti senza rivali. Per i critici d'arte è la scalinata più bella d'Europa
La Scalinata di Piazza di Spagna, nota anche come Spanish Steps, è stata costruita su un terreno appartenente alla Francia e in onore di Luigi XV, re di Francia. La scalinata fu costruita dal 1723 al 1728 su disegno di un architetto di cui la storia non ricorda il nome, ma si pensa che sia stato Francesco De Sanctis o Alessandro Specchi. La scalinata fu costruita per raccordare la piazza con la chiesa di Trinità dei Monti, fondazione di Carlo Vili. La scalinata è stata modificata nel corso dei secoli, con la mancanza di statue di papi, re e regine di Francia e di santi venerati dalla chiesa gallicana.
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