"Effetto Brunetta" sul funzionamento della conferenza dei servizi oggetto di una serie di emendamenti al ddl semplificazione approvati dalla commissione affari costituzionali della Camera, che ieri ha votato la fiducia al relatore per portare il testo in aula già da lunedì. I funzionari che faranno mancare la partecipazione rischiano una valutazione negativa, provvedimenti disciplinari e il taglio dei premi di risultato. Il soprintendente sarà però obbligato a essere presente alla conferenza e a esprimersi in via definiva su tutti gli aspetti di sua competenza (modifica del comma 3bis all'articolo 14-ter della legge 2411990). Ovvero, si dispone che in caso di opere soggette al parere della soprintendenza paesaggistica, egli esprime parere definitivo in sede di conferenza in merito a tutti gli aspetti di sua competenza, anche quelli legati all'autorizzazione paesaggistica. E non potrà riservarsi ulteriori verifiche o approfondimenti (modificato il comma 7 dell'articolo 14-ter della stessa legge). In questo modo la tutela paesaggistica, se non vincolata nel risultato, sarà di sicuro costretta a rispettare i tempi della conferenza, calibrati su un passo di trenta giorni. In tale incastro di tempi, doveri e responsabilità, la tutela paesaggistica dovrà inoltre esprimersi con parere congruamente motivato che, al più, potrà contenere indicazioni delle modifiche progettuali necessarie per l'assenso. Per l'articolo 14-quater della legge 2411990, il soprintendente potrà, infatti, solo indicare modifiche progettuali, cioè alternative certe, adeguandosi alle quali il richiedente potrà contare sull'approvazione. In caso di motivato dissenso dell'amministrazione competente in materia paesaggistica, aumenteranno le competenze del consiglio dei ministri, il quale avocherà a sè, con la collaborazione (definita "intesa") di una conferenza, le scelte finali. Sotto lo scudo della semplificazione, passeranno anche interventi di calibro minore, quali quelli turistico ricettivi marittimi. Ad esempio potranno realizzarsi centinaia di nuovi posti barca estivi nel golfo di Napoli, attraverso ancoraggi a distanza di cento metri dalla terra ferma, con tutti gli accessori necessari, senza che siano necessari titoli edilizi o demaniali. Scompare addirittura il parere della soprintendenza per i nuovi interventi, qualora vi siano prescrizioni d'uso già approvate e gli strumenti urbanistici (piani regolatori) siano adeguati a tali prescrizioni. In precedenza, il parere della soprintendenza era obbligatorio ma non vincolante, alla quale andavano comunque indirizzate le comunicazioni di ogni intervento per eventuali verifiche. Con la modifica in corso, si prevede il venir meno del parere e quindi di fatto si affida al comune (delegato dalla regione) ogni controllo sull'edilizia in zone vincolate sotto l'aspetto paesaggistico. Infine, secondo il nuovo dettato della norma, per velocizzare le procedure e alleggerire i vari passaggi burocratici, gli esiti positivi delle valutazioni ambientali strategiche (Vas) devono essere utilizzati ai fini delle valutazioni di impatto ambientale (Via).